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04/09/2026 ore 11.57
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Ranucci, l’intervista sparita, la mail a Lavitola e il business dei carbon credit: nuovi dettagli sull’inchiesta legata all’attentato

Le email tra il conduttore e l’imprenditore, la pubblicazione su un quotidiano dello Zimbabwe poi rimossa e gli affari in Africa: tutti gli elementi del giallo al vaglio degli inquirenti

di Antonio Murzio

Il 5 luglio 2026, a pochissimi giorni dall’incriminazione di Valter Lavitola come presunto mandante dell’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci, The Standard pubblicava un’intervista al conduttore di Report, firmata dal giornalista Kenneth Nyangani. Scoperta da un inviato del Tg1, la pagina è stata misteriosamente rimossa dalla rete poco dopo.

A farsi strada è un dettaglio chiave: il testo del colloquio era stato inviato in anteprima da Ranucci a Lavitola via e-mail già il 29 giugno. Le tempistiche si sovrappongono a giorni cruciali: il 30 giugno scattano gli arresti degli esecutori dell’attentato, il 4 luglio parte la perquisizione a carico di Lavitola e subito dopo compare l’articolo inerente i crediti di carbonio, settore in cui l’imprenditore aveva investito ingenti capitali.

Inchieste africane e tentativi di truffa

Nel testo apparso sui media africani, si faceva riferimento a un’imminente inchiesta di Report sulla corruzione e sul mercato del carbon credit in Zimbabwe. L’articolo citava un contenzioso relativo a un socio locale di minoranza che avrebbe tentato di accreditarsi come figura vicina al Presidente della Repubblica africana per influenzare azioni legali.

Interpellato sulla vicenda, Ranucci ha confermato di aver contattato la sede diplomatica dello Zimbabwe a Roma, trovando la collaborazione di un alto funzionario che avrebbe bollato la sedicente persona vicina alla presidenza come un mero impostore. Continua a leggere su LaCapitalenews.it