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30/08/2026 ore 08.00
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Ranucci rimosso dalla conduzione di Report contesta formalmente la decisione Rai: «È illegittima»

I legali contro la decisione di viale Mazzini, «fondata su valutazioni di eccezionale gravità relative alla credibilità, all’autorevolezza, all’indipendenza e all’imparzialità professionale del dottor Ranucci, senza che nella comunicazione venga tuttavia indicato alcun fatto specifico, concretamente accertato»

di Redazione

Sigfrido Ranucci contesta formalmente la decisione con cui la Rai lo ha rimosso dalla conduzione di Report. In una lettera di cinque pagine indirizzata alla Rai, firmata dagli avvocati Roberto De Vita e Stefano Rossi, contesta la comunicazione ricevuta da viale Mazzini chiedendo una precisazione di fatti e circostanze e di accesso ai documenti.

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La lettera di contestazione alla Rai

«Nella missiva, dopo aver fatto riferimento a una ‘obiettiva situazione di incompatibilità’ che si sarebbe determinata, per effetto delle ‘continue pressioni’ a cui sarebbe sottoposta la redazione di Report - scrivono i legali di Ranucci nella lettera indirizzata alla Rai e al direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini che Adnkronos ha potuto visionare - programma di cui Ranucci ha la conduzione e la responsabilità autorale, e della diminuita credibilità e autorevolezza conseguenti a ‘percezioni di opacità, commistione e interferenze'" è stata comunicata “la decisione della Rai di avviare una riorganizzazione editoriale del programma Report mediante l’avvicendamento della conduzione e della responsabilità autorale della trasmissione con effetto immediato, con la contestuale ‘offerta’ al dottor Ranucci di tre ipotesi di nuovo incarico, tra cui scegliere entro 30 giorni. La presente vale pertanto, a ogni effetto, quale formale contestazione della predetta decisione datoriale e di ogni effetto dalla stessa derivante, della quale si contesta integralmente la legittimità, con espressa riserva di ogni azione, anche cautelare e d’urgenza, diretta a ottenerne la cessazione degli effetti e il ripristino della situazione antecedente, nonché il risarcimento di tutti i danni conseguenti».

«La richiesta di chiarimenti e documentazione che segue non comporta pertanto, né potrà essere interpretata quale acquiescenza, accettazione o rinuncia ad alcun diritto, azione o eccezione - sottolineano gli avvocati De Vita e Rossi -. Nel contestare fin d’ora la decisione comunicata, posto che risultano manifestamente insussistenti, in fatto e in diritto, le ragioni giustificatrici addotte a sostegno della rimozione del dottor Ranucci dalla conduzione e dalla responsabilità autorale della trasmissione Report, si rileva anzitutto come la stessa risulti fondata su valutazioni di eccezionale gravità relative alla credibilità, all’autorevolezza, all’indipendenza e all’imparzialità professionale del dottor Ranucci, senza che nella comunicazione venga tuttavia indicato alcun fatto specifico, concretamente accertato e al medesimo imputabile, idoneo a fondare tali valutazioni».

«Tale carenza appare tanto più rilevante dove si consideri che, da un lato, la comunicazione afferma che i richiamati presupposti sarebbero già oggi ‘oggettivamente’ venuti meno e, dall’altro, precisa che la determinazione assunta sarebbe ‘del tutto autonoma e indipendente rispetto agli approfondimenti tuttora in corso’. Non è pertanto dato comprendere - evidenziano i due legali - quali fatti già accertati abbiano consentito all’Azienda di formulare un giudizio così definitivo sulla posizione professionale del dottor Ranucci prima ancora della conclusione degli stessi approfondimenti. Parimenti, la comunicazione afferma che la redazione di Report sarebbe ‘gravemente compromessa dalle continue pressioni a cui è sottoposta’, ma non indica da chi tali pressioni provengano né chiarisce il nesso per il quale la risposta aziendale alle stesse debba consistere nell’immediato avvicendamento del dottor Ranucci dalla conduzione e dalla responsabilità autorale del programma».