Referendum Giustizia: il No al 53%, Sì al 47% secondo l’ultimo sondaggio Ixè a un mese dal voto
A un mese dalla consultazione si materializza il sorpasso: il fronte contrario alla separazione delle carriere guadagna terreno con un distacco medio di sei punti. La fiducia nella magistratura sale al 51%, i partiti restano al minimo
Il fronte contrario alla riforma Nordio guadagna terreno secondo l’ultimo sondaggio di Ixè, che fotografa un vantaggio record dei contrari in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Il No si attesta tra il 51,3% e il 54,3%, mentre il Sì oscilla tra il 45,7% e il 48,7%, con gli indecisi stimati attorno al 40%. La media del distacco tra le due posizioni è di circa sei punti, un’inversione netta rispetto al sondaggio di novembre 2025, che aveva invece registrato un leggero vantaggio del Sì.
L’indagine, condotta tra il 17 e il 23 febbraio su un campione di 1.200 cittadini con un margine d’errore del 2,83%, mostra anche una crescente consapevolezza tra gli italiani: il 56% dichiara di essere sufficientemente informato sui contenuti della riforma, in aumento rispetto al 46% di gennaio, mentre un terzo ammette di conoscere solo parzialmente i dettagli del referendum. Curiosamente, quasi il 32% degli intervistati non sa che il voto sarà valido anche senza il raggiungimento del quorum del 50% più uno, come previsto per i referendum costituzionali.
L’analisi dei segmenti demografici rivela un consenso molto marcato per il No tra i più giovani (71% tra 18 e 34 anni), le donne (60%), chi non si colloca politicamente (60%) e chi non ha partecipato alle ultime elezioni (64%). Il Sì conserva terreno soprattutto nelle fasce 45-54 anni (60%) e 55-64 anni (57%), oltre a risultare maggioritario tra gli uomini (53%). Tra gli indecisi, quasi la metà sembra inclinata verso il No, mentre un terzo si dichiara favorevole al Sì, lasciando un 21% senza orientamento: un segnale che il fronte dei contrari potrebbe ampliare ulteriormente il proprio margine di vantaggio.
Interessante anche il dato sulla fiducia nelle istituzioni: il 51% degli intervistati esprime un giudizio positivo sulla magistratura, in crescita rispetto al 45% dell’anno precedente, mentre i partiti politici restano al minimo storico, con soli il 12% degli italiani che dichiara fiducia.