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03/06/2026 ore 12.29
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Santanchè cancella gli audio e le intercettazioni: ammesso il ricorso del Senato contro la Procura di Milano

Al centro dello scontro istituzionale ci sono email e registrazioni audio utilizzate nell’inchiesta sulla presunta truffa aggravata ai danni dell’Inps. La Consulta ritiene il ricorso ammissibile e chiama in causa la Procura di Milano

di Luca Arnaù
La ministra del Turismo, Daniela Santanche', in visita alla 51esima edizione del Nauticsud nella Mostra d'Oltremare a Napoli, accolta da Gennaro Amato 12 febbraio 2025. ANSA / CIRO FUSCO

Daniela Santanchè incassa un risultato importante sul piano istituzionale mentre continua il percorso giudiziario legato al caso Visibilia. La Corte Costituzionale ha infatti dichiarato ammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato presentato dal Senato nei confronti della Procura di Milano, aprendo così un nuovo capitolo in una delle vicende più delicate che coinvolgono la ministra del Turismo.

La decisione della Consulta non entra ancora nel merito della controversia, ma rappresenta un passaggio tutt’altro che irrilevante. I giudici costituzionali hanno infatti ritenuto che esistano i presupposti per esaminare la questione sollevata da Palazzo Madama, dando così avvio al procedimento che contrappone il Senato ai magistrati milanesi.

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Il caso Santanchè e il conflitto tra Senato e Procura

Lo scontro riguarda il procedimento per la presunta truffa aggravata ai danni dell’Inps nell’ambito della vicenda Visibilia, che vede Daniela Santanchè imputata davanti ai giudici.

Secondo il Senato, la Procura di Milano avrebbe acquisito e utilizzato nel fascicolo dell’inchiesta materiale che riguardava una parlamentare senza richiedere preventivamente l’autorizzazione prevista dalle garanzie costituzionali riconosciute ai membri delle Camere.

In particolare il ricorso fa riferimento a contenuti di posta elettronica attribuiti alla senatrice e ad alcune registrazioni audio effettuate di nascosto e successivamente finite agli atti dell’indagine.

Proprio su questi elementi si concentra il conflitto di attribuzione sollevato da Palazzo Madama.

La questione non riguarda quindi la fondatezza delle accuse contestate a Santanchè, ma il corretto equilibrio tra potere giudiziario e prerogative parlamentari.

Email e registrazioni al centro dello scontro istituzionale

Secondo la ricostruzione contenuta nel ricorso, i magistrati avrebbero utilizzato materiale che coinvolgeva direttamente la senatrice senza passare attraverso il preventivo vaglio del Senato.

È un tema che tocca uno dei punti più sensibili dei rapporti tra magistratura e Parlamento. Da una parte l’esigenza investigativa delle procure, dall’altra le garanzie previste dalla Costituzione per tutelare l’autonomia delle Camere e dei loro componenti.

La Consulta dovrà ora stabilire se l’attività della Procura abbia effettivamente invaso una sfera di competenza riservata al Senato oppure se gli atti contestati possano essere considerati pienamente legittimi nell’ambito dell’attività investigativa. Continua a leggere su La Capitale.