Scontri a Milano, il sindaco Sala: «Danni ingenti, servono più forze dell’ordine per garantire la sicurezza»
Meloni esprime solidarietà alle forze dell’ordine, Fratoianni invita a fare chiarezza sulle dinamiche degli scontri e Bonelli condanna le violenze: «Chi le ha compiute è nostro nemico»
Dopo gli scontri che ieri hanno sconvolto Milano, il sindaco Giuseppe Sala ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto, soffermandosi sulla gravità degli episodi e sollevando interrogativi sull’adeguatezza delle misure di sicurezza predisposte per la manifestazione.
Il primo cittadino milanese ha descritto una situazione particolarmente critica, soprattutto nell’area di piazza Duomo, dove, a suo giudizio, il numero dei violenti sarebbe stato sproporzionato rispetto alle forze di polizia presenti.
«Ho una preoccupazione altissima per questi spazi di protesta che non sono decifrabili e che vediamo in tante città del mondo», ha dichiarato Sala, sottolineando la difficoltà di comprendere pienamente le dinamiche che stanno alimentando simili episodi.
Il sindaco ha poi evidenziato i dubbi sull’organizzazione del servizio di sicurezza: «Io non ce l’ho con il questore, e ci mancherebbe altro, con il quale lavoro ogni santo giorno, ma l’impressione che si stia sottovalutando il momento e che le forze disponibili a Milano alla questura non fossero adeguate io ce l’ho».
Sala ha ricordato la propria esperienza alla guida della città, sottolineando come gli episodi di sabato abbiano suscitato un allarme particolare: «Sono anni che seguo le manifestazioni e ieri mi sembravano tanti contro pochi».
«Noi dovremo essere ancora più pronti. Io sono solo molto preoccupato che queste saranno le prime cose che vedremo, ma ce ne saranno situazioni del genere ancora e ancora», ha aggiunto, esprimendo «solidarietà totale alle forze dell’ordine. Questo è un fenomeno esplosivo. Sono dieci anni che sono sindaco e non ho mai avuto questa sensazione di non controllo della piazza».
Meloni: «Piena solidarietà a donne e uomini delle Forze dell’Ordine»
Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che attraverso un messaggio pubblicato su X ha condannato gli episodi di violenza e manifestato vicinanza agli agenti impegnati nel servizio di ordine pubblico.
«Ancora una volta, le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine hanno dovuto affrontare la violenza di delinquenti che, anche attraverso gruppi organizzati, sfruttano le manifestazioni per cercare lo scontro e seminare il caos», ha scritto la premier.
Meloni ha poi rivolto un ringraziamento agli operatori impegnati nelle strade, sottolineando il loro ruolo nella tutela della sicurezza collettiva: «A tutti loro va la mia piena solidarietà e un ringraziamento sincero. Perché erano lì per tutelare la sicurezza dei cittadini, dei lavoratori, dei commercianti e di tutte le persone che hanno diritto di vivere la propria città senza paura e senza vederla messa a ferro e fuoco da bande di teppisti. Siamo con voi».
Fratoianni: «Condannare le violenze non è sufficiente, bisogna capire»
Di segno critico verso le violenze, ma attento anche alle ragioni e alle dinamiche che si celano dietro gli scontri, l’intervento di Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana e esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, intervenuto a Roma a margine dell’assemblea nazionale di Terra comune.
Fratoianni ha ribadito che la condanna degli episodi violenti è necessaria, ma che non può rappresentare l’unica risposta politica di fronte a un fenomeno che coinvolge anche giovanissimi.
«Naturalmente, per quel che ci riguarda, la violenza non è mai una risposta, è sempre il problema. Perché oscura le proteste e rischia di oscurarne le ragioni», ha dichiarato.
Secondo il leader di Sinistra italiana, occorre interrogarsi anche sulle modalità con cui vengono organizzate alcune manifestazioni e sulle realtà che ne promuovono la partecipazione.
«Bisogna però leggere quello che accade, perché prendere le distanze e condannare le violenze è giusto e sacrosanto, ma non è sufficiente quando, come è capitato ieri, vediamo giovani, giovanissimi, che si convocano a partire da sigle almeno per me sconosciute», ha aggiunto.
Fratoianni ha quindi citato «Italia in Piazza», la sigla associata alla manifestazione, spiegando di non riuscire a individuarne chiaramente le origini e chiedendo che si faccia luce sulle dinamiche che hanno portato alla partecipazione di gruppi di giovanissimi.
«Non voglio fare il complottista, dico solo che ho cercato di capire quello che accade, perché capire è il compito di chi fa politica. Francamente ci sono molti aspetti che non riesco a inquadrare».
Per Fratoianni, comprendere quanto accaduto è indispensabile soprattutto per evitare che la violenza finisca per oscurare le rivendicazioni di chi scende in piazza per chiedere una scuola migliore e risposte concrete contro il carovita.
Bonelli: «Chi ha fatto quelle violenze sono nostri nemici»
Anche Angelo Bonelli, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra e leader di Europa Verde, ha condannato con fermezza gli scontri, respingendo al contempo le accuse rivolte alla sua area politica.
«Non spetta a noi identificare i criminali, a questo deve pensare il ministro degli Interni. Però voglio dire una cosa molto netta: noi le violenze le condanniamo. Gli autori di quelle violenze sono nostri nemici, nostri avversari, perché mettono non solo in secondo piano ma cancellano le legittime proteste di chi oggi sceglie di scendere in piazza per una scuola migliore, contro il carovita», ha dichiarato Bonelli a margine dell’assemblea nazionale di Terra comune.
L’esponente di Avs ha inoltre sottolineato come, a suo giudizio, la maggioranza dei partecipanti alle manifestazioni abbia mantenuto un comportamento pacifico, prendendo le distanze da chi cercava lo scontro.
«Ho visto però ieri ragazzi e ragazze contrapporsi a questi violenti. Ho visto una ragazza cercare di spegnere un incendio, perché tra chi ha manifestato ieri, la stragrande maggioranza sono pacifici», ha raccontato.
Bonelli ha quindi accusato la destra di utilizzare gli episodi di violenza per attaccare politicamente Avs e distogliere l’attenzione dalle questioni economiche e sociali del Paese.
«C’è una destra ignobile che strumentalizza le violenze per additare a noi una responsabilità. Ieri addirittura ho sentito dire che noi saremmo i mandanti, istigatori a delinquere. Un fatto di una gravità inaudita di cui questa destra si assume la responsabilità, un’accusa che noi respingiamo al mittente».
Il leader di Europa Verde ha infine rivendicato la linea politica del movimento, definendolo «ontogeneticamente non violento» e sostenendo che le accuse rivolte ad Avs siano legate anche alla crescita della forza politica e alle sue proposte in materia economica, sociale, ambientale ed energetica.