Sempio sceglie la consulenza personologica: ecco cos’è e cosa può succedere
Indagato nel nuovo filone dell’omicidio di Chiara Poggi, oggi ha scelto di non rispondere ai pm, ma ha detto sì a test e colloqui clinici
Nel caso Garlasco entra in scena uno strumento tecnico che raramente finisce sotto i riflettori: la consulenza personologica. Andrea Sempio, indagato nel nuovo filone sull’omicidio di Chiara Poggi, ha deciso di non rispondere alle domande dei magistrati, ma di sottoporsi comunque a una valutazione clinica approfondita per tracciare il proprio profilo psichico.
Una scelta che, sul piano giudiziario, segna una linea precisa: nessuna collaborazione diretta con gli inquirenti durante l’interrogatorio, ma disponibilità a essere analizzato attraverso strumenti scientifici.
Cos’è la consulenza personologica
La consulenza personologica è una valutazione clinica strutturata che mira a ricostruire la personalità di un individuo in modo approfondito. Non si limita a osservare comportamenti o atteggiamenti esterni, ma entra nei meccanismi con cui una persona pensa, reagisce e gestisce le emozioni.
A differenza di una semplice valutazione psicologica, questo tipo di analisi punta a superare l’impressione soggettiva dell’osservatore, basandosi su dati raccolti attraverso test standardizzati e protocolli scientifici. Nel contesto giudiziario, viene utilizzata per offrire una lettura tecnica del profilo psicologico di un soggetto, senza finalità terapeutiche.
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La consulenza viene condotta da uno specialista attraverso una serie di colloqui clinici e l’utilizzo di test psicologici riconosciuti. L’obiettivo è raccogliere elementi oggettivi sugli aspetti emotivi, cognitivi e relazionali della persona esaminata.
Si tratta di un percorso articolato, che può includere:
- incontri individuali approfonditi
- somministrazione di test strutturati
- analisi delle risposte e dei comportamenti
Il risultato è una sorta di “mappa” della personalità, che individua tratti dominanti, eventuali fragilità e modalità di reazione in situazioni di stress. Continua a leggere su LaCapitale