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18/04/2026 ore 11.03
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«Su Hormuz non si decide con un post di Trump», l’Iran chiude di nuovo lo Stretto

Il comando militare degli ayatollah ripristina il controllo sul passaggio delle petroliere: «Mancanza di impegno degli Usa sul loro blocco pirata». Affondo sulle dichiarazioni del tycoon americano: «Sette dichiarazioni false in un’ora»

di Redazione Esteri
Commercial vessels are pictured offshore in Dubai on March 11, 2026. New attacks hit three commercial ships in the Gulf on March 11, with one of the vessels in flames as Iran pressed its campaign against its oil-exporting neighbours, threatening shipping in the Strait of Hormuz and plunging the global energy economy into crisis. (Photo by AFP) / Attention editors: AFP covers the war in the Middle East through its extensive regional network, including bureaus in Tehran, Jerusalem and several neighboring countries.Since the start of the conflict, journalists have been working under increasingly restrictive conditions. Authorities in several countries have limited reporters

Il comando militare iraniano afferma di aver nuovamente chiuso Hormuz a causa del blocco statunitense. Il portavoce del comando di Khatamolanbia, Ebrahim Zolfaghari, ha dichiarato che il controllo dello Stretto di Hormuz torna alla situazione precedente e sarà rigorosamente esercitato dalle forze armate iraniane.

"La decisione dell'Iran è dovuta alla mancanza di impegno da parte degli Stati Uniti e al loro cosiddetto blocco, che è pirateria e rapina", ha aggiunto. "Abbiamo acconsentito in buona fede al passaggio di alcune navi mercantili e petroliere attraverso lo Stretto, ma ora l'Iran continuerà a controllare la via navigabile finché gli Stati Uniti non porranno fine al blocco e le navi non potranno circolare liberamente da e verso l'Iran", ha affermato, secondo quanto riportato dall'agenzia Fars.

Sulla stessa linea il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, capo della delegazione negoziale con gli Stati Uniti, che ha accusato il presidente statunitense Donald Trump di diffondere "menzogne", affermando che "tutte e sette le dichiarazioni rilasciate in un'ora sono false".

Ghalibaf ha inoltre ribadito che, in caso di prosecuzione del blocco, "lo stretto di Hormuz non resterà aperto" e che il transito avverrà esclusivamente lungo rotte designate e previa autorizzazione iraniana. "L'apertura o la chiusura dello stretto e le regole che lo governano saranno determinate sul terreno, non sui social media", ha aggiunto, definendo la comunicazione statunitense parte di una "guerra psicologica".