Terremoto in Colombia, oltre 130 morti e 570 feriti: la scossa di magnitudo 7.4 ha messo in ginocchio intere città
Scatta l’emergenza in cinque delle 32 capitali dipartimentali, Pereira e Cali le più colpite. Crollati 86 edifici, evacuati quattro ospedali e sospesa l’attività di sette aeroporti. Gli Usa intanto annunciano aiuti per oltre 15 milioni di dollari
È salito ad almeno 132 morti e oltre 570 feriti il bilancio, ancora provvisorio, del violento terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia. Il dato, riferito da Asocapitales, l’associazione delle città capitali colombiane, è stato aggiornato alle 17.30 locali del 10 agosto, quando in Italia erano le 00.30 dell’11 agosto. Il numero delle vittime potrebbe quindi aumentare con il proseguimento delle verifiche e delle operazioni di soccorso.
Nelle sole città capoluogo sono state registrate 87 vittime. La situazione più grave si registra a Pereira, dove i morti sono 60. Seguono Cali con 15 vittime, Quibdó con otto e Manizales con quattro. Complessivamente, sono 86 gli edifici crollati, mentre sette aeroporti hanno dovuto sospendere la propria operatività.
Cinque città in allerta rossa
L’emergenza interessa in particolare cinque delle 32 capitali dipartimentali colombiane, tutte mantenute in allerta rossa: Pereira, Cali, Quibdó, Manizales e Armenia.
A Cali, tra i centri maggiormente colpiti, le autorità hanno adottato misure straordinarie per contenere i rischi e consentire ai soccorritori di operare nelle zone più danneggiate. Il sindaco Alejandro Eder ha disposto il coprifuoco e l’impiego di militari in alcune aree della città, dopo le segnalazioni relative al rischio di saccheggi.
La restrizione è stata prevista dalle 20 di lunedì 10 agosto alle 6 di martedì 11 agosto. Polizia ed esercito sono stati schierati nei settori più colpiti, mentre le autorità hanno dichiarato lo stato di calamità pubblica.
Ospedali al limite, evacuate quattro strutture
A preoccupare è anche la situazione del sistema sanitario. Gli ospedali di Cali hanno dichiarato l’allerta rossa dopo aver raggiunto il 100% della capacità.
Secondo il segretario alla Salute della città, Germán Escobar, a Cali si contano almeno 26 morti e 456 feriti. Quattro grandi strutture sanitarie sono state completamente evacuate a causa dei danni provocati dal sisma.
Tra queste c’è l’Hospital Universitario del Valle Evaristo García, dove si è verificato il crollo parziale di una delle ali dell'edificio. I pazienti vengono assistiti anche all’esterno, sotto tende allestite nei giardini dell’ospedale, mentre il personale sanitario procede alla valutazione dei danni e alla riorganizzazione delle attività.
Problemi strutturali sono stati riscontrati inoltre alla Clínica Nuestra Cali, alla Clínica Dessa e alla Clínica Colombia. Per liberare posti letto e personale e concentrare le risorse sull’emergenza, le autorità hanno disposto la sospensione temporanea e la riprogrammazione di interventi chirurgici, visite ambulatoriali e prestazioni non urgenti.
Una madre e il neonato salvati dalle macerie
In uno scenario segnato dalla devastazione arriva anche una storia a lieto fine. A Cali, i soccorritori sono riusciti a estrarre vivi dalle macerie una madre e il suo bambino neonato, rimasti intrappolati in un edificio di cinque piani crollato nel quartiere Ciudad Capri.
I due sono stati trasferiti nei centri di assistenza vicini e dichiarati fuori pericolo. Intanto le squadre di emergenza continuano a lavorare tra le rovine alla ricerca di eventuali altre persone rimaste intrappolate.
La polemica a Medellín: «Andiamocene»
Mentre il Paese fa i conti con le conseguenze del terremoto, non mancano le polemiche. Un video registrato in un ufficio di Medellín e rapidamente diffuso sui social e dai media locali e internazionali mostra il responsabile di un’azienda mentre invita i dipendenti a rientrare dopo l’evacuazione.
Nel filmato l’uomo sostiene di voler attendere l’evoluzione della situazione e afferma che, qualora si verificasse un pericolo, sarebbe stato lui stesso a ordinare di lasciare l’edificio. Il dirigente arriva però ad avvertire i lavoratori che chi avesse deciso autonomamente di andare via avrebbe potuto essere chiamato a rispondere dell’abbandono del posto di lavoro. Una posizione che ha suscitato forti reazioni proprio mentre le autorità invitavano la popolazione alla massima prudenza.
Gli aiuti degli Stati Uniti
Alla Colombia è arrivato anche il sostegno degli Stati Uniti, che hanno annunciato lo stanziamento di 15,5 milioni di dollari per affrontare le conseguenze del sisma.
Le risorse saranno destinate ad alloggi di emergenza, generi alimentari, misure di protezione e valutazioni dei danni provocati dal terremoto. Il dipartimento di Stato americano ha inoltre espresso vicinanza alla popolazione colombiana e al presidente Abelardo de la Espriella, assicurando che Washington è pronta a sostenere il governo nella valutazione delle necessità emerse sul campo.
Intanto in Colombia prosegue la fase più delicata: quella delle verifiche sugli edifici danneggiati, della ricerca tra le macerie e dell'assistenza ai feriti. Con il bilancio destinato a essere aggiornato, il Paese resta alle prese con una delle più gravi emergenze sismiche degli ultimi anni.