Thailandia, sparatoria in una scuola: almeno sei morti e oltre 20 feriti. Il presunto assalitore è un 14enne
Il giovane avrebbe prima ucciso i nonni, poi aperto il fuoco nell’istituto. Nove dei feriti sarebbero in condizioni critiche. Ancora da chiarire il movente. È il secondo episodio di violenza armata in una scuola del Paese asiatico nel 2026
È di almeno sei morti e 22 feriti il bilancio della sparatoria avvenuta in una scuola situata a nord di Bangkok, in Thailandia. Tra le vittime ci sono tre insegnanti e tre studenti. A fare fuoco sarebbe stato un ragazzo di 14 anni, studente dello stesso istituto, che al termine dell'attacco si sarebbe tolto la vita. A riferire la dinamica è stata la polizia nazionale thailandese.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l'adolescente avrebbe utilizzato la pistola appartenuta al nonno. Prima di raggiungere la scuola, infatti, avrebbe ucciso i propri nonni. Una volta arrivato nell'istituto, avrebbe aperto il fuoco contro studenti e personale scolastico, provocando una strage.
Il ministro della Salute thailandese, Pattana Promphat, ha riferito che tra le 22 persone ferite nove risultano in condizioni critiche. Il bilancio, tuttavia, è stato accompagnato da alcune discrepanze nelle informazioni diffuse dalle autorità: secondo la Bbc, diverse fonti thailandesi hanno fornito cifre non coincidenti sul numero delle vittime. Lo stesso ministro della Salute avrebbe indicato in cinque il numero degli insegnanti uccisi, mentre la polizia ha riferito di sei vittime complessive, tre delle quali studenti.
La dinamica dell'attacco
La polizia ha identificato il presunto autore come uno studente della nona classe, livello scolastico frequentato generalmente da ragazzi di circa 14 anni. Nel corso dell'aggressione avrebbe esploso 26 colpi di pistola. Altri 34 proiettili sono stati successivamente rinvenuti sul luogo della sparatoria.
Non è ancora chiaro il movente che abbia spinto il giovane ad agire. Le autorità stanno ricostruendo le fasi precedenti alla strage e verificando l'esatta sequenza degli eventi, compreso l'episodio che avrebbe coinvolto i nonni del ragazzo prima del suo arrivo nell'istituto.
Non tutte le persone rimaste ferite, inoltre, sarebbero state colpite direttamente dai proiettili. Secondo quanto riportato dal Guardian, alcune avrebbero riportato lesioni in seguito a cadute durante il caos provocato dalla sparatoria.
Il dibattito sul controllo delle armi
La tragedia ha riacceso in Thailandia il dibattito sulla circolazione delle armi da fuoco. A intervenire è stato Natthaphong Ruengpanyawut, uno dei leader dell'opposizione e esponente del Partito popolare, che ha chiesto una revisione delle norme sul possesso e sul controllo delle armi.
«Sebbene il movente dell'attacco rimanga al momento poco chiaro», ha dichiarato, una sparatoria in una scuola deve rappresentare un monito per il Paese e spingere a rivedere in modo serio e sistematico le misure di controllo sulle armi.
La questione è particolarmente delicata in un Paese dove la presenza di armi da fuoco è elevata rispetto agli altri Stati della regione. Secondo i dati citati dall'Afp, in Thailandia ci sarebbero circa 10 milioni di armi in circolazione, vale a dire approssimativamente una ogni sette abitanti.
Un precedente recente
La sparatoria avvenuta nell'istituto a nord di Bangkok non rappresenta il primo episodio di violenza armata in una scuola thailandese negli ultimi mesi. La polizia ha ricordato che si tratta della seconda aggressione armata in un istituto scolastico dopo quella avvenuta nel febbraio scorso nel sud del Paese, quando un insegnante fu ucciso e uno studente rimase ferito.
La nuova tragedia riporta così al centro dell'attenzione la sicurezza degli istituti scolastici e, parallelamente, la questione dell'accesso alle armi da fuoco, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire il movente e tutti i passaggi che hanno preceduto l'attacco.