Truffe online, Palazzo Chigi denuncia attività ai danni di imprenditori su WhatsApp
Usati falsi profili attribuiti all’ufficio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano
Sono in corso tentativi di truffa ai danni di imprenditori italiani attraverso falsi account WhatsApp arbitrariamente attribuiti al sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano.
Lo denuncia la stessa presidenza del Consiglio dei ministri in una nota ufficiale.
«I messaggi - si legge - mirano a indurre i destinatari a sottoscrivere "accordi di riservatezza" o a inviare somme di denaro, con la richiesta di contributi economici per inesistenti iniziative governative». Le attività malevole sono di varia natura e puntano ad «acquisire dati e informazioni sensibili dello stesso destinatario, come la firma olografa del vertice di un'azienda». Le informazioni sottratte possono essere utilizzate «per ingannare dipendenti o clienti e ottenere trasferimenti di denaro».
Questi tentativi di truffa sono in linea con gli attacchi partiti da gruppi criminali che negli ultimi mesi hanno preso di mira decine di migliaia di clienti di diversi operatori telefonici.
«Lo schema – si legge ancora nel comunicato di Palazzo Chigi - ricalca un cliché tipico della criminalità informatica: richieste di contatto, inoltrate tramite i sistemi di messaggistica istantanea da account registrati con false generalità e con fotografie di soggetti che rivestono ruoli istituzionali, formulate con modalità assai verosimili. Quando il destinatario accetta il contatto, segue una corrispondenza e-mail che contiene di norma l'invito a sottoscrivere un accordo di riservatezza, o comunque istruzioni per mantenere attivo lo scambio. Sono in corso attività informative e investigative, anche a seguito della denuncia che lo stesso Mantovano ha presentato - conclude la nota - non appena venuto a conoscenza dell'uso indebito del proprio nome e della propria immagine».