Trump anticipa il No al piano iraniano per la pace: «C'è la possibilità che riprendano gli attacchi»
Il tycoon annuncia la bocciatura del progetto in 14 punti per un accordo che riapra lo stretto di Hormuz. Una super petroliera di Teheran sfugge al blocco Usa: trasporta un carico da 200 milioni di dollari diretto in Asia
La possibilità di una ripresa degli attacchi militari contro l’Iran torna al centro dello scenario internazionale dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha parlato apertamente di un possibile nuovo intervento, senza però indicare tempi precisi.
In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth, Trump ha spiegato che esaminerà a breve la proposta avanzata da Teheran per un eventuale accordo. Tuttavia, ha espresso forte scetticismo sulla sua accettabilità, sottolineando come, a suo giudizio, l’Iran non abbia ancora pagato un prezzo adeguato per le proprie azioni negli ultimi decenni.
Sul tavolo c’è un piano articolato in 14 punti presentato da Teheran, che prevede un mese di negoziati per arrivare a un’intesa, con l’obiettivo di riaprire lo Stretto di Hormuz e allentare le tensioni nella regione, inclusi i conflitti che coinvolgono anche il Libano. Solo dopo un eventuale accordo preliminare potrebbe partire un confronto più ampio sul dossier nucleare.
Dal fronte iraniano, i toni restano fermi. Il capo della magistratura, Gholamhossein Mohseni Ejei, ha dichiarato che il Paese è pronto a reagire qualora la propria dignità venisse messa in discussione, ribadendo la linea di resistenza di Teheran.
Intanto, secondo fonti di monitoraggio marittimo, una superpetroliera iraniana con un carico stimato di circa 1,9 milioni di barili di greggio sarebbe riuscita a eludere il controllo della Marina statunitense nello Stretto di Hormuz, proseguendo la navigazione verso l’Asia. Il valore del carico sarebbe vicino ai 200 milioni di dollari.
La tensione resta alta anche su altri fronti del Medio Oriente. L’esercito israeliano ha emesso nuovi ordini di evacuazione per diverse località del sud del Libano, motivando la decisione con presunte violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah. Contestualmente, fonti locali riferiscono di raid aerei in corso nella stessa area.
Sul piano diplomatico, si muove anche la politica internazionale: il segretario di Stato americano Marco Rubio sarebbe atteso nei prossimi giorni tra Roma e il Vaticano per una serie di incontri istituzionali, con l’obiettivo di favorire un clima di distensione.
Nel complesso, il quadro resta estremamente fluido, con segnali contrastanti tra aperture negoziali e rischi concreti di un’escalation militare.