Trump congela l’attacco all’Iran ma rilancia: «Senza un accordo serio, pronti ad attacco su larga scala». Teheran: «Dito sul grilletto»
La Casa Bianca sospende temporaneamente l’operazione militare prevista contro la Repubblica islamica mentre proseguono i negoziati sul nucleare e sulla crisi nel Golfo. Restano però altissime le tensioni regionali e l’allerta delle forze armate americane e iraniane
Donald Trump congela l’attacco contro l’Iran, ma lascia sul tavolo la minaccia di una nuova offensiva militare. Il presidente americano ha annunciato la sospensione dell’operazione prevista nelle prossime ore contro Teheran, spiegando però che gli Stati Uniti restano «pronti a colpire» se i negoziati dovessero fallire.
La decisione arriva dopo giorni di tensione crescente nel Golfo e dopo la bocciatura americana della nuova proposta iraniana in 14 punti, giudicata insufficiente dalla Casa Bianca. Sullo sfondo resta il confronto sul programma nucleare iraniano e sul controllo dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale.
«Ci sono negoziati seri, ma l’Iran sa cosa accadrà se non si raggiungerà un accordo», avrebbe detto Trump ai suoi collaboratori, confermando di avere ordinato al Pentagono di sospendere temporaneamente l’azione militare pur mantenendo tutte le opzioni operative disponibili.
Iran-Usa, Trump boccia la proposta di Teheran: tornano i venti di guerra sul Medio OrienteSecondo indiscrezioni rilanciate dai media statunitensi, a spingere per il rinvio sarebbero stati anche alcuni leader del Golfo, in particolare Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, preoccupati dal rischio di una nuova escalation regionale.
Da Teheran, però, la risposta resta durissima. I vertici militari iraniani hanno avvertito Washington di «non commettere errori», sostenendo che le forze armate della Repubblica islamica hanno «il dito sul grilletto» e reagiranno immediatamente a qualsiasi attacco.
Il clima resta tesissimo anche sul piano diplomatico. Nelle ultime ore l’Iran avrebbe trasmesso agli Stati Uniti una nuova proposta concentrata sulla fine della guerra e sulla gestione della crisi nel Golfo, ma Washington continua a considerare insufficienti le garanzie offerte sul nucleare e sulla sicurezza marittima.
Trump, parlando ai media americani, ha ribadito di non essere disposto a concessioni sostanziali: «L’Iran sa cosa accadrà a breve», ha dichiarato, lasciando intendere che la sospensione dell’attacco potrebbe essere solo temporanea.
Intanto il dispositivo militare americano nel Medio Oriente resta in stato di massima allerta. Secondo fonti vicine all’amministrazione Usa, il presidente avrebbe convocato una riunione con i principali consiglieri per la sicurezza nazionale per valutare gli sviluppi della crisi e le possibili mosse successive.
La tensione continua inoltre ad avere effetti diretti sui mercati energetici internazionali. Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita una quota significativa del petrolio mondiale, rimane al centro dello scontro strategico tra Washington e Teheran, con timori crescenti per nuove interruzioni delle forniture.
Nonostante il congelamento dell’offensiva, il confronto tra Stati Uniti e Iran appare dunque tutt’altro che risolto. La diplomazia prova a riaprire uno spiraglio, ma sul terreno restano schierate forze militari pronte a reagire in qualsiasi momento.