Trump: «La guerra con l’Iran finirà presto, non c’è rimasto molto da bombardare». Ma Israele pensa ad altre 2 settimane
Il presidente Usa parla di obiettivi ormai raggiunti, ma da Washington e Tel Aviv non arriva alcuna indicazione sulla fine delle operazioni. L’intelligence segnala mine iraniane nello Stretto di Hormuz e gli alleati si preparano a proseguire il conflitto
La guerra tra Stati Uniti e Iran potrebbe concludersi «presto» perché «non è rimasto praticamente più nulla da colpire». Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump in una breve intervista telefonica concessa al sito Axios mercoledì.
Durante la conversazione, durata circa cinque minuti, Trump ha sostenuto che l’operazione militare avrebbe ormai raggiunto gran parte dei suoi obiettivi. «Poca roba qua e là… Quando deciderò che deve finire, finirà», ha affermato.
Le parole del presidente sembrano indicare che Washington ritenga la campagna militare ormai in fase avanzata. Tuttavia, secondo funzionari statunitensi e israeliani, non è stata ancora impartita alcuna direttiva interna sulla fine delle operazioni.
Anche da parte israeliana il messaggio appare diverso. Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che il conflitto continuerà «senza alcun limite di tempo, per tutto il tempo necessario, finché non saranno raggiunti tutti gli obiettivi e la campagna non sarà vinta in modo decisivo».
Secondo fonti militari di Stati Uniti e Israele, si starebbe infatti pianificando almeno altre due settimane di attacchi contro obiettivi iraniani.
Il Wall Street Journal: «I consiglieri spingono Trump a definire un piano d’uscita dalla guerra in Medio Oriente»Le mine nello Stretto di Hormuz
Intanto nuove preoccupazioni sono emerse sul fronte marittimo. Martedì gli Stati Uniti hanno ricevuto informazioni di intelligence secondo cui l’Iran avrebbe iniziato a posare mine nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici più importanti al mondo per il trasporto di petrolio.
Le fonti riferiscono che non è ancora chiaro quante mine siano state effettivamente dispiegate, ma la valutazione attuale indica che il numero sarebbe relativamente limitato.
Trump ha confermato ad Axios che gli attacchi statunitensi di martedì hanno distrutto 16 imbarcazioni iraniane utilizzate per la posa delle mine, interrompendo così i piani di Teheran.
La strategia militare americana
In un videomessaggio diffuso mercoledì, il comandante del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper, ha spiegato che la missione delle forze statunitensi è quella di neutralizzare la capacità dell’Iran di proiettare potenza militare e di minacciare il traffico marittimo nello stretto.
«Le forze americane continuano a infliggere colpi devastanti al regime iraniano», ha dichiarato Cooper. «La potenza militare degli Stati Uniti sta crescendo, mentre quella dell’Iran sta diminuendo».
Il comandante ha aggiunto che gli attacchi missilistici e con droni da parte iraniana sono calati drasticamente negli ultimi giorni.
Trump, dal Nobel per la pace ai bombardamenti globali: un anno di raid tra Iran, Siria, Venezuela e l’ombra su Cuba«La guerra sta andando molto bene»
Trump ha ribadito il suo ottimismo sull’andamento della campagna militare. «La guerra sta andando molto bene. Siamo molto avanti rispetto ai tempi previsti. Abbiamo inflitto più danni di quanto pensassimo possibile, persino rispetto al piano iniziale di sei settimane», ha dichiarato.
Secondo il presidente americano, l’ostilità iraniana non si limitava a Stati Uniti e Israele ma riguardava l’intera regione del Golfo.
«Erano contro tutto il Medio Oriente», ha affermato. «Stanno pagando per 47 anni di morte e distruzione che hanno provocato. Questa è una resa dei conti. Non la passeranno liscia così facilmente».