Trump minaccia tagli alle truppe Nato, Italia e Spagna nel mirino. Crosetto replica: «Non ne capirei le ragioni»
Dopo Berlino, il presidente Usa punta Roma e Madrid sul dossier Iran. Possibili riduzioni di contingenti, mentre cresce la tensione diplomatica: «L’Italia? Non è stata di alcun aiuto»
Nuovo affondo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti degli alleati europei della Nato. Dopo aver evocato una riduzione delle truppe americane in Germania, il commander in chief allarga il perimetro della possibile revisione anche a Italia e Spagna.
A chi gli chiedeva nello Studio Ovale se prenderebbe in considerazione un taglio dei militari Usa anche a Roma e Madrid, Trump ha risposto «probabilmente». Parole accompagnate da un giudizio netto: «L’Italia non è stata di alcun aiuto. E la Spagna è stata terribile». Il presidente ha poi aggiunto: «È la Nato. Non è nemmeno una questione di quanto siano cattivi. Sarebbe un conto se avessero detto le cose con garbo».
Le dichiarazioni si inseriscono in un contesto di tensioni legate al contributo degli alleati nelle crisi internazionali, in particolare sul dossier Iran. Secondo Trump, alcuni Paesi dell’Alleanza non avrebbero fornito un sostegno adeguato, alimentando così l’ipotesi di una revisione della presenza militare statunitense in Europa.
Dall’Italia arriva la risposta del ministro della Difesa Guido Crosetto: «Non ne capirei le ragioni. Come è evidente a chiunque, non abbiamo usato Hormuz. E ci siamo anche resi disponibili ad una missione per proteggere la navigazione, cosa che peraltro è stata molto apprezzata dai militari americani». Crosetto ha inoltre sottolineato il livello di impegno italiano nei principali teatri internazionali, ricordando il contributo a sostegno dell’Ucraina.
Attualmente in Italia sono presenti circa 13mila soldati americani, mentre in Spagna il contingente si attesta intorno ai 4mila.
L’offensiva verbale di Trump non si limita però all’Europa meridionale. Nel mirino è finito anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz, già destinatario di un duplice attacco nelle ultime ore: dalla minaccia di ridurre le truppe Usa in Germania all’invito a concentrarsi «sull’Ucraina e sul suo Paese in rovina» piuttosto che sull’Iran.
Le parole del presidente americano arrivano dopo le critiche di Berlino alla strategia di Washington nel conflitto iraniano. Merz aveva accusato gli Stati Uniti di essere «privi di strategia», dichiarazioni che hanno irritato la Casa Bianca.
Da Berlino la reazione è improntata alla prudenza. «Siamo preparati a questo scenario», ha assicurato il ministro degli Esteri Johann Wadephul, sottolineando come il tema sia già oggetto di discussione all’interno della Nato. Lo stesso Merz ha ribadito la linea tedesca: «In questo periodo turbolento seguiamo una linea chiara, fondata sulla Nato e su un partenariato transatlantico affidabile».
In Germania sono stanziati circa 39mila militari statunitensi, distribuiti in basi strategiche come Ramstein e Grafenwoehr. Una presenza che rappresenta uno dei pilastri della sicurezza euro-atlantica ma che ora, alla luce delle dichiarazioni di Trump, potrebbe essere oggetto di revisione.
Il clima resta teso anche sul piano politico interno tedesco, con il cancelliere alle prese con un calo di consensi e crescenti pressioni. In questo contesto, le mosse di Washington rischiano di aggiungere ulteriore instabilità a un quadro già complesso, segnato da equilibri fragili e da un dibattito sempre più acceso sul futuro dell’Alleanza atlantica.