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05/05/2026 ore 07.24
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Trump minimizza il calo nei sondaggi: «Sono falsi». Ma il consenso alla guerra precipita al 36%

Il presidente Usa ritiene che le domande formulate siano «di parte» ma l’ultima rilevazione conferma la contrarietà dei cittadini all’uso della forza in Iran. E sulla durata della guerra dice: «Siamo lì da 6 settimane, in Vietnam siamo rimasti per 19 anni»

di Redazione Esteri

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha criticato i sondaggi sull'opinione pubblica riguardo al conflitto con l'Iran, definendoli "falsi" durante un evento alla Casa Bianca dedicato alle piccole imprese. "Mi danno sondaggi falsi", ha affermato il presidente, riferendosi a rilevazioni secondo cui solo il 32 per cento degli intervistati approverebbe la gestione della guerra.

Trump ha sostenuto di essere contrario ai conflitti, ma ha ribadito che gli Stati Uniti dispongono delle forze armate "più potenti al mondo". Trump ha poi accusato i sondaggisti di formulare domande "di parte", suggerendo che dovrebbero chiedere se l'Iran debba essere autorizzato a possedere armi nucleari. Anche in quel caso, ha osservato, i risultati sarebbero comunque distorti. Le dichiarazioni arrivano mentre resta fragile il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e prosegue la tensione nello Stretto di Hormuz.

In parallelo, un sondaggio curato dal quotidiano "Washington Post", dall'emittente "Abc News" e dalla multinazionale francese specializzata in ricerche di mercato "Ipsos" indica che solo il 36 per cento degli intervistati approva l'uso della forza contro Teheran. Trump ha inoltre paragonato la durata dell'attuale crisi a quella di altri conflitti storici, sostenendo che le critiche sui tempi della guerra siano "impazienti". "In questo momento siamo in guerra e siamo lì da quanto, circa sei settimane? La gente dice: 'Perché ci vuole così tanto tempo?'", ha detto Trump. "Siamo stati in Vietnam per 19 anni. Siamo stati in Iraq per molti anni, 10, 12 anni. Siamo stati coinvolti in tutte queste guerre diverse: in Corea per sette anni. Per non parlare della Seconda guerra mondiale", ha aggiunto.