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11/05/2026 ore 20.01
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Trump riunisce il team sulla guerra in Iran: tornano sul tavolo raid e opzioni militari

Il presidente Usa convoca il consiglio per la sicurezza nazionale dopo il rifiuto iraniano della proposta Usa. La Casa Bianca valuta nuove azioni militari e pressioni sul programma nucleare di Teheran

di Redazione Esteri

Una riunione con il suo team per la sicurezza nazionale per discutere i prossimi passi nella crisi con l’Iran. Sul tavolo per Donald Trump ci sono sia il tentativo di rilanciare i negoziati sia l’ipotesi di nuove azioni militari contro Teheran.

Secondo fonti dell’amministrazione americana, il presidente continua a preferire una soluzione diplomatica che possa mettere fine al conflitto, ma il fallimento delle trattative delle ultime ore ha riaperto lo scenario di un intervento armato.

La risposta dell’Iran blocca i negoziati

Gli Stati Uniti attendevano da circa dieci giorni una risposta ufficiale dell’Iran alla proposta americana per chiudere la crisi. La Casa Bianca sperava in segnali di apertura sul programma nucleare iraniano.

La replica arrivata domenica, però, è stata giudicata negativa. La televisione di Stato iraniana ha riferito che Teheran ha respinto il piano americano, definendolo una resa alle “richieste eccessive” di Trump.

Lo stesso presidente statunitense ha criticato pubblicamente la risposta iraniana: “Non mi piace, è inappropriata”, ha dichiarato.

Le opzioni militari tornano sul tavolo

Alla riunione parteciperanno il vicepresidente J.D. Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth, il direttore della CIA John Ratcliffe e altri vertici dell’amministrazione e delle forze armate.

Prima dell’incontro Trump ha ribadito la sua posizione: “Ho un piano. L’Iran non può avere un’arma nucleare”.

Secondo alcuni funzionari americani, il presidente starebbe valutando nuove iniziative militari per aumentare la pressione sul regime iraniano e ottenere concessioni sul nucleare.

Tra le ipotesi discusse ci sarebbe il ritorno dell’operazione “Project Freedom”, la missione americana di protezione delle navi nello Stretto di Hormuz, sospesa nei giorni scorsi.

Un’altra possibilità riguarda la ripresa dei bombardamenti contro obiettivi iraniani individuati dall’esercito statunitense ma non ancora colpiti.

Il nodo dell’uranio arricchito

Trump ha sostenuto che in precedenza l’Iran avrebbe accettato di consegnare agli Stati Uniti le proprie scorte di uranio arricchito. Tuttavia, nella risposta ufficiale inviata domenica, Teheran non avrebbe più fatto riferimento a questo punto.

Il presidente americano ha inoltre descritto la leadership iraniana come divisa “tra moderati e fanatici”.

Nel frattempo Israele starebbe spingendo Washington verso un’operazione speciale per mettere in sicurezza le scorte iraniane di uranio arricchito. Secondo fonti israeliane, Trump sarebbe però ancora esitante a causa dei rischi elevati di una simile missione.

Il viaggio in Cina e il confronto con Xi Jinping

Tra gli elementi che influenzano le decisioni della Casa Bianca c’è anche il viaggio di Trump in Cina previsto questa settimana. Il presidente dovrebbe partire mercoledì e rientrare venerdì.

Secondo funzionari americani, difficilmente Trump autorizzerà un’azione militare prima del ritorno dagli incontri internazionali.

Durante la visita il presidente americano dovrebbe affrontare anche il dossier Iran con il leader cinese Xi Jinping. Pechino starebbe cercando da tempo di convincere Teheran a raggiungere un accordo con Washington sul nucleare e sulla fine del conflitto, senza però ottenere risultati concreti.