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14/09/2026 ore 07.47
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Trump sfida gli allarmi sull’intelligenza artificiale: «Chi vince, vince tutto»

Il presidente americano respinge i timori sui rischi legati allo sviluppo dell’IA e rilancia la competizione con la Cina: «Gli Usa sono in vantaggio e voglio che resti così»

di Redazione
US President Donald Trump speaks to members of the media before boarding Air Force One to leave from Shannon Airport, western Ireland on September 13, 2026, after attending the final day of the Irish Open golf tournament in nearby Doonbeg. (Photo by Brendan SMIALOWSKI / AFP)

Donald Trump liquida i timori sui rischi legati alla corsa all’intelligenza artificiale e ribadisce la necessità per gli Stati Uniti di mantenere la leadership tecnologica sulla Cina. «Possiamo introdurre delle misure di salvaguardia, possiamo fare questo e quello, ma credo che ci siano molte forze negative a sollevare la questione, tirando in ballo cose che non accadranno», ha detto il presidente americano dal suo golf club di Doonbeg, in Irlanda. Le parole di Trump arrivano dopo l’allarme lanciato da Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, secondo cui lo sviluppo dell’intelligenza artificiale procede a ritmo «esponenziale» e, senza un rallentamento, nel giro di 6-12 mesi potrebbe arrivare a gestire uno sciame di agenti in grado di prendere il controllo dell’intero Internet.

Trump ha però sottolineato il vantaggio degli Stati Uniti nella competizione con Pechino: «Siamo il Paese più avanzato al mondo. E francamente, voglio che resti così, perché chi vince la sfida dell’IA, vince tutto». Il presidente ha inoltre rivendicato di aver coniato personalmente l’espressione: «Chi vince prende tutto».

L’appello di Amodei a rallentare a livello globale lo sviluppo dei modelli più avanzati per ragioni di sicurezza ha ricevuto il sostegno di Elon Musk e del numero uno di OpenAI Sam Altman. Quest’ultimo ha annunciato il rinvio al 2027 della possibile Ipo di OpenAI, spiegando che l’azienda si concentrerà sulla sicurezza. Sul tema è intervenuto anche lo speaker repubblicano della Camera, Mike Johnson, secondo cui una moratoria non sarebbe praticabile perché «la Cina ci supererebbe». Johnson ha parlato della necessità di trovare un equilibrio tra sicurezza nazionale e sviluppo di modelli sicuri, annunciando un possibile incontro con Amodei, Musk e Altman.