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10/10/2026 ore 07.34
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Trump telefona a Putin e riapre al gasolio russo: gli Stati Uniti allentano le sanzioni, Zelensky accusa

Il presidente americano annuncia nuove forniture da Mosca e promette carburanti meno cari. Washington autorizza temporaneamente operazioni sul diesel russo fino al 7 aprile 2027. Kiev contesta la scelta, mentre le elezioni di metà mandato trasformano il costo dell’energia in una questione politica.

di Redazione Politica

Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, torna a trattare con Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, per portare gasolio russo sul mercato americano e internazionale, mentre la guerra in Ucraina continua e i prezzi dei carburanti pesano sulle famiglie e sulle imprese. La telefonata annunciata venerdì 9 ottobre apre un nuovo fronte politico: la Casa Bianca cerca forniture capaci di alleggerire l’emergenza energetica, ma la concessione a Mosca provoca la protesta di Kiev e rimette in discussione la coerenza della pressione economica sul Cremlino.

Trump comunica l’intesa su Truth Social, la piattaforma sociale da lui fondata, descrivendo il colloquio come un successo. Secondo il programma annunciato, la Russia fornirà subito oltre 300mila tonnellate di diesel, altre 500mila a novembre e un milione immediatamente dopo; ulteriori tre milioni dovrebbero seguire in tempi brevi, compatibilmente con le condizioni delle raffinerie russe. Si tratta di forniture annunciate, i cui tempi effettivi e la cui destinazione devono ancora essere chiariti, non di carburante già consegnato agli Stati Uniti.

La deroga sul diesel russo e la pressione delle urne

Il Dipartimento del Tesoro americano accompagna l’annuncio con un’autorizzazione temporanea per determinate operazioni relative al diesel russo, comprese le importazioni negli Stati Uniti, fino al 7 aprile 2027. La misura introduce una deroga alle restrizioni energetiche: il suo significato politico sta nella scelta di riaprire uno spazio commerciale alla Russia mentre Washington mantiene un sistema di sanzioni contro Mosca.

Il calendario americano aiuta a comprendere l’urgenza della decisione. Il 3 novembre si vota per le elezioni di metà mandato, che rinnoveranno la Camera dei rappresentanti e una parte del Senato, determinando gli equilibri del Congresso nella seconda metà della presidenza. Il costo del carburante diventa così una prova della capacità di Trump di proteggere il potere d’acquisto, soprattutto per agricoltori e autotrasportatori, categorie alle quali il presidente rivolge esplicitamente la promessa di prezzi più bassi.

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Il primo calo sui mercati non garantisce prezzi più bassi

Secondo l’agenzia di stampa internazionale Reuters, il prezzo medio americano del diesel ha raggiunto circa 6,28 dollari al gallone, nell’emergenza alimentata dai conflitti in Iran e in Ucraina. Dopo l’annuncio dell’accordo i contratti sul diesel hanno registrato un calo, ma gli analisti invitano a distinguere la reazione iniziale dei mercati da una riduzione stabile dei prezzi alla pompa.

La quantità disponibile, i tempi delle consegne e la capacità di raffinazione rimangono decisivi. La promessa di un gasolio rapidamente meno caro resta quindi una scommessa politica, il cui esito dipenderà dall’effettiva attuazione dell’intesa e dall’andamento della crisi energetica internazionale.

Zelensky contesta l’apertura a Mosca

Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, considera l’allentamento delle sanzioni una concessione che favorisce la Russia. Nella sua lettura, nuove esportazioni di prodotti petroliferi possono offrire al Cremlino risorse per proseguire il conflitto, mentre un accordo energetico dovrebbe accompagnarsi a impegni concreti e reciproci di riduzione delle ostilità.

L’annuncio arriva mentre rappresentanti ucraini incontrano a Miami Steve Witkoff, inviato speciale americano, e Jared Kushner, genero di Trump coinvolto nelle iniziative negoziali della Casa Bianca. La contemporaneità dei colloqui e dell’intesa con Putin rende più delicato il rapporto con Kiev: il presidente ucraino teme che il negoziato sulla pace venga affiancato da concessioni economiche prive delle garanzie richieste dall’Ucraina.

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Il significato politico della telefonata

Nell’analisi politica, il punto centrale è la tensione tra l’obiettivo di contenere le entrate russe e quello di ridurre il costo dell’energia per gli americani. Trump sceglie una deroga commerciale e punta a presentarla come un risultato concreto; Putin ottiene un’apertura che può rafforzare il ruolo della Russia come interlocutore energetico, mentre Kiev misura le conseguenze sulla propria posizione negoziale.

Il successo dell’accordo dovrà essere valutato sulle consegne, sui prezzi e sugli sviluppi diplomatici, oltre che sugli annunci. Per Washington la sfida è dimostrare che il sollievo economico possa convivere con la ricerca della pace; per l’Ucraina, la domanda rimane se questa apertura favorirà una riduzione delle ostilità o offrirà alla Russia nuove risorse per continuare la guerra.