Uranio iraniano sotto le macerie: gli Usa pianificano operazione segreta con forze speciali
Dopo i raid agli impianti nucleari di Natanz e Isfahan, le scorte di uranio iraniano restano inaccessibili nei tunnel. Washington e Israele valutano come recuperarle o neutralizzarle
Stati Uniti e Israele hanno discusso dell'invio di forze speciali in Iran per sequestrare e mettere in sicurezza le sue scorte di uranio arricchito. Lo riporta il sito Axios, citando quattro fonti a conoscenza delle discussioni. Un funzionario della difesa israeliano ha detto che il presidente americano Donald Trump e il suo team stanno seriamente prendendo in considerazione l'invio di unità operative speciali in Iran per missioni specifiche. Da parte sua un funzionario americano ha riferito di due opzioni al vaglio dell'amministrazione riguardo all'uranio: rimuovere completamente il materiale dall'Iran o coinvolgere esperti nucleari per diluirlo sul posto. «La prima domanda è: dove si trova? La seconda domanda è: come possiamo accedervi e come possiamo ottenerne il controllo fisico? - ha detto la fonte americana - e poi, sarebbe una decisione del presidente e del dipartimento della Guerra, della Cia, se trasportarlo fisicamente o diluirlo sul posto».
Ieri, a bordo dell'Air Force One, Trump ha detto ai giornalisti che l'invio di truppe di terra è possibile, ma solo «per un'ottima ragione». A domanda specifica su un intervento delle truppe per mettere in sicurezza il materiale nucleare, Trump non lo ha escluso: «A un certo punto forse lo faremo. Non l'abbiamo ancora fatto. Non lo faremmo ora. Forse più avanti».
Gli attacchi americani e israeliani dello scorso giugno contro gli impianti nucleari iraniani hanno sepolto le riserve di uranio sotto le macerie. Da allora gli stessi iraniani non sono più riusciti a raggiungerle, stando a quanto riferito ad Axios da funzionari americani e israeliani. Gli attacchi di giugno hanno anche distrutto quasi tutte le centrifughe iraniane e non ci sono prove che l'arricchimento sia ripreso. Secondo le fonti, la maggior parte delle riserve di uranio si trova nei tunnel sotterranei dell'impianto di Isfahan, mentre il resto è diviso tra Fordow e Natanz. Nei primi giorni della guerra, Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi su Natanz e Isfahan, volti probabilmente a sigillare gli ingressi e a impedire lo spostamento di qualsiasi materiale.