Vaccinazioni in calo in Europa e Asia centrale, mai così tanti casi di pertosse e di morbillo da 27 anni
Oms e Unicef diffondono i dati in occasione della Settimana europea dell’immunizzazione: «Alla base disinformazione e sfiducia ma anche debolezze nei programmi e nei sistemi di assistenza sanitaria primaria»
Grazie alle vaccinazioni, la Regione europea dell’Oms (che, oltre all’Europa, comprende anche l’Asia centrale) «è rimasta indenne dalla poliomielite endemica dal 2002», mentre dal «2000 al 2024, i casi di rosolia sono diminuiti di oltre il 99%, quelli di difterite del 90% e quelli di parotite del 95%».
Tuttavia ci sono segnali di allarme: come conseguenza del recente calo delle coperture vaccinali, nel 2024 «sono stati segnalati oltre 298mila casi di pertosse, il numero più alto mai registrato. Nello stesso anno, i casi di morbillo hanno superato i 127mila, il numero più alto degli ultimi 27 anni».
Sono i dati diffusi in una nota congiunta dalla Commissione europea, l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Oms e l’Ufficio regionale per l’Europa e l’Asia dell’Unicef in occasione della Settimana europea dell’immunizzazione che si celebra dal 19 al 25 aprile.
Il calo potrebbe avere diverse ragioni, spiegano le organizzazioni. Di certo, «parte di questo fenomeno può essere attribuito alla scarsa consapevolezza, alla disinformazione e alla sfiducia nei vaccini o nelle autorità sanitarie». La responsabilità non è però tutta dei cittadini: «Questi focolai rivelano anche una copertura vaccinale disomogenea e debolezze nei programmi di immunizzazione e nei sistemi di assistenza sanitaria primaria. Allo stesso tempo, gli investimenti nei programmi di immunizzazione sono fondamentali per mantenere i risultati ottenuti e garantire la sostenibilità degli sforzi in corso», aggiungono.
«L’Europa non può permettersi di fare passi indietro. È imperativo rafforzare i programmi di immunizzazione nazionali e regionali e accelerare le azioni coordinate a livello globale», concludono le organizzazioni internazionali.