Viaggio nel Sud-Est asiatico: il blogger calabrese Giuseppe Scuticchio scopre Kuala Lumpur tra grattacieli e mercati
Tra Merdeka Square, i giardini botanici e Jalan Alor, la capitale della Malesia si svela come una città di contrasti e di mescolanze etniche: un melting pot dove diverse provenienze e religioni convivono in un ritmo incessante. La prima puntata di un racconto che LaC seguirà passo dopo passo
È appena iniziato il viaggio nel Sud-Est asiatico di Giuseppe Scuticchio, il blogger calabrese in giro per il mondo. Un mese tra Malesia, Brunei, Singapore e Indonesia. Con lui ci sono Elsa Scuticchio, Annachiara Stillitani e Simone Sanna. Giuseppe non è nuovo a questi tour, avendo già attraversato praticamente tutti i continenti.
Il tour, organizzato in proprio, senza agenzie né altri sostegni, sarà seguito in esclusiva dal network LaC. «Il nostro obiettivo è scoprire similitudini e differenze con il nostro modo di vivere. Siamo lontani geograficamente, ma quanto davvero “lontani”?», dice Giuseppe.
Lettere dal Sud Est – Malesia: Kuala Lumpur, prime impressioni da una megalopoli tropicale
Il viaggio verso il Sud-Est asiatico, questa volta, è stato già di per sé un racconto. Le tensioni internazionali delle ultime settimane hanno complicato le rotte aeree e il nostro itinerario si è trasformato quasi in un piccolo romanzo di viaggio: partenza da Lamezia per Milano, lunghe ore di attesa e uno scalo a Muscat, in Oman, uno dei pochi aeroporti rimasti pienamente operativi nel Golfo, nonché ponte di collegamento tra due mondi. Da lì, tra un bel tè caldo rigenerante e il profumo all'incenso inconfondibile dei Paesi arabi, finalmente il salto verso il cuore della Malesia.
L’arrivo a Kuala Lumpur è quasi cinematografico. Dopo ore di volo, la città appare come un’immensa distesa di luci e autostrade sospese nella giungla tropicale. Non è una città nel senso europeo del termine: è una vera megalopoli asiatica, sterminata, verticale e pulsante, dove grattacieli modernissimi convivono con quartieri popolari, mercati notturni e templi nascosti tra la vegetazione.
Le prime ore sono state dedicate semplicemente a camminare e osservare. Il cuore storico della città batte ancora a Merdeka Square, la piazza dove nel 1957 venne proclamata l’indipendenza della Malesia. Qui il passato coloniale britannico è ancora leggibile negli edifici: arcate moresche, grandi prati e il pennone altissimo con la bandiera nazionale. È uno spazio simbolico, quasi solenne, ma allo stesso tempo circondato dal traffico e dalla vitalità della città contemporanea.
A pochi chilometri di distanza, la natura riprende il sopravvento nel vastissimo Perdana Botanical Gardens, il grande giardino botanico della capitale. Laghi artificiali, palme gigantesche, orchidee tropicali e sentieri immersi nel verde creano un contrasto sorprendente con lo skyline urbano.
Qui Kuala Lumpur mostra il suo lato più poetico: una città che, pur crescendo senza sosta, sembra voler conservare un dialogo continuo con la foresta che la circonda. Ma per vivere il silenzio e la magia di questa città, bisogna recarsi presso uno dei luoghi spirituali più affascinanti di tutta l'Asia, il Thean Hou Temple. Questo tempio cinese, colorato e monumentale, domina la capitale Malese dall’alto di una collina. Tra lanterne rosse, colonne decorate e profumo d’incenso, si respira una dimensione completamente diversa dal caos urbano sottostante. È uno dei tanti esempi della straordinaria pluralità religiosa della Malesia, dove tradizioni cinesi, indiane e malesi convivono nello stesso spazio urbano.
Eppure, se di giorno è meravigliosa, è durante sera che Kuala Lumpur rivela forse la sua anima più autentica. Nel quartiere di Bukit Bintang, tra insegne luminose e centri commerciali giganteschi, si trova una delle strade gastronomiche più famose dell’Asia: Jalan Alor. Qui lo street food diventa un’esperienza totale. Bancarelle allineate lungo la strada, tavoli di plastica sempre pieni, wok incandescenti e profumi di spezie che riempiono l’aria. Tra satay alla brace, noodles saltati, riso fritto e frutti tropicali tagliati al momento (tra cui spicca il Durian), si percepisce tutta la straordinaria mescolanza etnica della Malesia: malese, cinese e indiana. Mangiare qui significa letteralmente sedersi nel cuore della città e osservare il suo continuo movimento: turisti, lavoratori, studenti, famiglie.
La sensazione più forte delle prime ore è proprio questa: Kuala Lumpur è una città di incroci. Incroci di popoli, religioni, lingue e architetture. Moschee, templi induisti e pagode cinesi convivono a poche strade di distanza, mentre accanto ai mercati tradizionali sorgono centri commerciali tra i più moderni dell’Asia.
Dopo un viaggio lungo e avventuroso, l’impressione iniziale è quella di trovarsi in una capitale che rappresenta perfettamente il Sud-Est asiatico contemporaneo: dinamico, giovane, contraddittorio e in continua trasformazione. E queste sono soltanto le prime ore.