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05/07/2026 ore 14.24
Destinazioni

Aspromonte, sentieri e natura conquistano sempre più turisti (ma aumentano i rischi per gli escursionisti improvvisati)

Dalla riscoperta dei percorsi alla necessità di affidarsi alle Guide Ufficiali del Parco: la montagna reggina attrae sempre più visitatori. Indispensabili preparazione, prudenza e conoscenza del territorio

di Silvio Cacciatore

L’Aspromonte torna a essere una delle mete più cercate da chi vuole vivere la montagna, camminare nella natura e scoprire un pezzo di Calabria lontano dalle rotte più consumate del turismo estivo. Sentieri, boschi, cascate, crinali, borghi interni e panorami aperti tra Ionio e Tirreno stanno richiamando un numero crescente di visitatori, famiglie, appassionati e semplici curiosi.
 

La crescita del turismo naturalistico rappresenta una possibilità importante per il territorio reggino. Porta persone nei comuni interni, può generare economia, rafforza il legame tra ambiente, accoglienza e identità locale. Allo stesso tempo pone una questione che negli ultimi anni è diventata sempre più evidente: l’Aspromonte non può essere affrontato con leggerezza.
Molti percorsi richiedono abitudine al cammino, attrezzatura adeguata e capacità di orientamento. In montagna il meteo può cambiare rapidamente, il segnale telefonico può essere assente, una traccia scaricata sul cellulare può rivelarsi insufficiente. Anche un’escursione apparentemente semplice può diventare complicata se si parte tardi, senza acqua, con scarpe inadatte o senza conoscere tempi, dislivelli e difficoltà del sentiero.

Il rischio riguarda soprattutto chi si avvicina all’Aspromonte spinto dall’entusiasmo del momento. La voglia di scoprire luoghi suggestivi, fotografare una cascata o raggiungere un punto panoramico può far sottovalutare la reale natura dei percorsi. La montagna reggina è accessibile, però resta un ambiente complesso, con tratti isolati, passaggi impegnativi e condizioni che possono cambiare nel giro di poco tempo.
Per questo il ruolo delle Guide Ufficiali del Parco Nazionale dell’Aspromonte diventa decisivo. Affidarsi a professionisti del territorio significa scegliere percorsi adatti al proprio livello, muoversi con maggiore sicurezza e vivere l’escursione con una conoscenza più profonda dei luoghi attraversati. Le guide conoscono sentieri, tempi, criticità, punti d’acqua, condizioni stagionali e alternative possibili. Sanno quando proseguire, quando cambiare itinerario e quando fermarsi.

C’è poi un valore che va oltre la sicurezza. Una guida trasforma il cammino in racconto. Spiega la storia dei luoghi, riconosce la vegetazione, legge le tracce degli animali, collega paesaggi e comunità, restituisce senso a territori che spesso vengono attraversati in fretta. In questo modo il turismo naturalistico diventa anche educazione ambientale, cultura del territorio e occasione concreta per sostenere le professionalità locali.
La sfida, oggi, è accompagnare la crescita dell’interesse verso l’Aspromonte con una maggiore consapevolezza. Promuovere i sentieri senza parlare di preparazione sarebbe un errore. Raccontare la bellezza della montagna senza indicare le regole minime per viverla in sicurezza rischierebbe di alimentare un turismo fragile, disordinato e poco rispettoso dei luoghi. L’Aspromonte ha tutte le condizioni per diventare uno dei grandi poli del turismo naturalistico del Mezzogiorno. Perché questo accada serve però un cambio di passo: meno improvvisazione, più programmazione; meno escursioni affrontate alla cieca, più affidamento a chi quei sentieri li conosce davvero. La montagna reggina può offrire moltissimo, a patto che chi la percorre accetti di farlo con rispetto. E, quando serve, con una Guida (ufficiale, ovviamente) al proprio fianco.