La Grotta dei mulini di Sant’Anna, il canyon segreto dove l’acqua nasconde una cascata tra gli ulivi
Un torrente da risalire, pareti rocciose alte venti metri e una cascata d’acqua dolce: a Seminara la natura custodisce una gola spettacolare legata alla storia degli antichi mulini. Parla il presidente dell'associazione Terramala Antonio Casella
Storia e natura si mescolano in un luogo da favola, un posto incantevole immerso tra gli ulivi secolari: la Grotta dei mulini di Sant'Anna di Seminara. Un canyon con pareti rocciose alte circa 20 metri ricoperte di vegetazione, scavato da un torrente che bisogna risalire per circa 100 metri, per poi raggiungere una suggestiva cascata. Un ambiente selvaggio e straordinario scopribile in questa piccola frazione del Comune di Seminara, vicino Melicuccà, a circa mezz’ora d’auto dalla cittadina di Palmi. Si tratta di un percorso escursionistico molto apprezzato dagli appassionati di trekking. Il sentiero parte nei pressi della chiesa di San Luigi a Sant'Anna, per proseguire verso i ruderi di un antico mulino e, infine, continuare verso il torrente fino a giungere all'ingresso della gola e della cascata. Per visitare la grotta è possibile contattare l'associazione locale “Terramala”, che si occupa di promozione sociale, valorizzazione delle bellezze del territorio e di organizzare eventi culturali.
«Il patrimonio più grande di Sant'Anna è l'acqua. Già all’epoca dell’impero romano si parlava di questa stazione molto importante sulla Via Popilia, arteria principale di collegamento tra Capua e Reggio Calabria – racconta ai nostri microfoni il presidente dell’associazione Terramala, Antonio Casella -. Ci sono diverse fonti che convogliano all'interno di un canale naturale che veniva utilizzato fino agli anni cinquanta per far muovere le macchine. C'era una vallata con quattro frantoi e due mulini, per questo l'abbiamo chiamata la grotta dei mulini. Nel 2018, l'ho scoperta io insieme al geologo Nicola Mari. Si trova nei pressi del centro del paese di Sant'Anna di Seminara. È difficile trovarla, bisogna essere degli escursionisti esperti. Si attraversano gli ulivi, poi una parte di bosco, si scende giù in questo piccolo torrente, si cammina dentro l'acqua e si apre questa gola, in realtà è una gola, ma l'abbiamo chiamata grotta, perché io insieme al geologo abbiamo pensato che probabilmente una volta era chiusa e poi con gli anni è crollata. Alla fine si presenta la cascata di acqua dolce che raccoglie tutte le fonti».
L’associazione Terramala
«Tutta la zona che da Sant'Anna arriva giù al petrace dove ci sono state le battaglie di Seminara e hanno vissuto i monaci bizantini viene chiamata Terramala, questo è il motivo della denominazione dell’associazione – spiega Antonio Casella -. Nel 2014 abbiamo pensato insieme ad altri ragazzi di valorizzare il paese, facendo pulizia, escursioni, presentazioni di libri e tanto altro. Abbiamo iniziato a collaborare con il CAI di Reggio Calabria e molte associazioni che sono qui nelle vicinanze. Quando organizzano un'escursione a Sant' Anna ci chiamano. Negli ultimi anni, ci stiamo occupando anche del benessere della terza età, l'anno scorso a settembre abbiamo avviato un corso di ginnastica posturale. Siamo un gruppo di 25 persone. Cerchiamo di ravvivare sia le tradizioni più folcloristiche sia quelle più profonde».
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