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28/06/2026 ore 11.01
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Laino Borgo, il segreto di Colle Santa Gada: l'antica città lucana riaffiora dal cuore del Pollino

Quaranta ricercatori internazionali hanno portato alla luce una fitta rete urbana con manufatti sacri e agricoli, tracciando la storia di un antico popolo dal valore inestimabile

di Franco Sangiovanni

La terra del Colle di Santa Gada ha parlato di nuovo, restituendo frammenti nitidi e affascinanti di una storia millenaria. A Laino Borgo, nell'area protetta del Pollino, si è da poco conclusa la settima campagna di scavi archeologici. Un'indagine sul campo estesa su un pianoro di quasi cinquanta ettari, che anno dopo anno sta portando alla luce la struttura urbana e la vita quotidiana di una vasta e complessa città lucana. L’insediamento, fiorito tra la fine del V e la fine del III secolo a.C., si conferma come la realtà abitativa più importante e strategicamente rilevante dell’intera Valle del Mercure-Lao. 

Quest'anno le ricerche si sono concentrate in un settore nevralgico del pianoro, situato immediatamente a ovest dell’area sacra già individuata nelle precedenti edizioni. Qui, il lavoro degli archeologi ha rivelato un fulcro di intensa spiritualità e vita sociale rinvenendo un altare votivo che custodiva ancora al suo interno le offerte rituali, circondato da una serie di depositi di armi e strumenti da lavoro legati a doppio filo alle attività agricole e boschive della comunità. Oltre alla dimensione sacra, gli scavi hanno ridefinito con precisione la maglia urbana antica, individuando un incrocio viario cruciale ed i muri perimetrali di altri tre isolati disposti agli angoli delle due strade principali (orientate nord-sud ed est-ovest).

«È sempre emozionante – ha commentato con orgoglio il sindaco di Laino Borgo, Mariangelina Russo – poter vedere come dai terreni del colle di Santa Gada affiorino ogni anno nuovi pezzi di realtà antiche che si collegano in maniera pregnante con la nostra storia e ci regalano un arricchimento della nostra identità antica. Poter accogliere il professor Mollo e la sua équipe è sempre una grande esperienza di condivisione e coinvolgimento, che ci apre, come comunità, alla ricerca e all'ampliamento del bagaglio culturale che ci appartiene e ci interessa approfondire».

 Il successo di questa campagna non è solo scientifico, ma risiede in un modello organizzativo impeccabile che vede la sinergia e la collaborazione concreta tra diversi Enti e istituzioni. Sotto la direzione scientifica del professor Fabrizio Mollo e il coordinamento sul campo del professor Marco Sfacteria e della dottoressa Valentina Casella, la missione ha visto la partecipazione di circa 40 giovani ricercatori, tra dottorandi, specializzandi e studenti provenienti dall'Università di Messina e da altri prestigiosi Atenei italiani e internazionali, tra cui delegazioni provenienti da Danimarca, Portogallo e Inghilterra.

Le attività, condotte in regime di concessione ministeriale dal 2019, sono sostenute con forza dal Comune di Laino Borgo, che garantisce il supporto logistico e l'ospitalità alla squadra, e beneficiano del fondamentale contributo finanziario del Parco Nazionale del Pollino, guidato dal commissario Luigi Lirangi con la collaborazione del RUP Bloise. Determinante è inoltre la stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza, nelle figure della dottoressa Mariangela Barbato e del Soprintendente dottoressa Paola Aurino, capaci di valorizzare un progetto che è ormai un modello di riferimento per il suo impatto sociale sulle comunità locali.

Le indagini degli anni passati avevano già svelato la porzione meridionale del pianoro, isolando un intero isolato urbano comprensivo di laboratori artigianali e di un importante luogo di culto, un “oikos” quadrangolare dedicato alla dea Artemide, lambito da una suggestiva via processionale. Ma il Colle di Santa Gada custodisce memorie ancora più profonde. I dati stratigrafici e i materiali raccolti in superficie documentano infatti frequentazioni sporadiche risalenti addirittura alla fine dell'VIII-inizi VII secolo a.C., oltre a consistenti testimonianze di epoca arcaica (VI-V secolo a.C.) che aprono la strada a future ricerche per definire forme insediative ancora più antiche.

Il futuro di Santa Gada è già tracciato e guarda con ambizione alla valorizzazione e al turismo culturale. Grazie a un cospicuo finanziamento della Regione Calabria, l'amministrazione comunale ha infatti avviato i lavori per la realizzazione del nuovo Museo Archeologico, una struttura moderna che custodirà ed esporrà l'immenso patrimonio di reperti emersi in questi anni di scavi. 

«Tutto questo – ha concluso il sindaco Mariangelina Russo – ci permette di definire una grande e articolata realtà archeologica a Santa Gada, ormai importantissima non soltanto per la valle del Lao-Mercure, ma per tutta la Calabria. Ci proiettiamo nella volontà di realizzare il parco archeologico, come tappa fondamentale del percorso di valorizzazione del turismo culturale che vogliamo sviluppare in sinergia con tutti gli attori che fanno parte di questa grande e importante missione di ricerca sul nostro territorio».