Un tuffo nella storia a Taurianova, benvenuti a Villa Zerbi: «Eredità culturale per la comunità»
La dimora nasce dopo il terremoto del 1783. È un autentico gioiello in stile barocco e affaccia su un incantevole giardino mediterraneo. Il padrone di casa è ritornato in Calabria per amore delle proprie radici: «Riconoscere il valore di questi luoghi preziosi»
Un’opportunità per riscoprire una storia ricca di bellezza, tradizioni e valori. Situata nel cuore di Taurianova, nel reggino, si erge Villa Zerbi, edificata sui resti di un antico casale fortificato risalente al diciassettesimo secolo distrutto dal grande sisma del 1783. Questa dimora settecentesca è un autentico gioiello del patrimonio culturale calabrese, un suggestivo esempio di Barocco, accessibile a tutti coloro che desiderano immergersi nell’eleganza del passato, senza rinunciare al piacere di un’accoglienza contemporanea. Fa parte del prestigioso circuito del Gran Tour dell'associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), che apre le porte dei più importanti palazzi nobiliari. Francesco Zerbi è il proprietario della casa, in cui vive con la famiglia. Condivide la proprietà con il fratello Giuseppe. Ha costruito un suo progetto, insieme allo chef Armando Sciarrone, finalizzato a far conoscere alla gente questo posto meraviglioso orientato all’ospitalità, offrendo una ristorazione che possa esaltare le risorse del territorio, organizzando eventi di vario genere. L'obiettivo è garantire un futuro alla residenza d’epoca.
Francesco Zerbi: «Eredità culturale per la comunità»
«Aprire le porte di Villa Zerbi è un modo per condividere le nostre radici e la nostra storia. Vogliamo che i visitatori non solo ammirino la bellezza della villa, ma che comprendano anche il valore culturale che rappresenta per la comunità – racconta ai nostri microfoni, Francesco Zerbi-. Sono orgoglioso di poter contribuire alla valorizzazione della nostra eredità culturale. In passato, per varie vicissitudini, sono andato fuori come tanti calabresi, poi ho sentito il richiamo della mia terra e sono tornato a Taurianova, dove ho vissuto l’adolescenza. Credo che crescere in un paese e non in una città, in un bel giardino come questo, sia sicuramente una fortuna e una risorsa. Sento un legame profondo con le radici, la calabresità e le nostre bellissime tradizioni. Il territorio offre tante risorse su cui bisogna lavorare».
Le difficoltà a mantenere una dimora storica sono molteplici e occorre adoperarsi affinché questi beni preziosi vengano tramandati alle generazioni future.
«Mio padre Natale ha avuto la fortuna di ereditarne una parte e ha avuto la visione di acquistare il resto da alcuni parenti e quindi decidere il destino di questa casa – spiega Francesco Zerbi -. A noi proprietari piacerebbe che le istituzioni ci potessero dare una mano, perché molti non hanno quelle capacità finanziarie per poter dar lustro alla casa. Però, se non arrivano le istituzioni, dobbiamo provvedere da soli a realizzare progetti di sostenibilità. Così come abbiamo fatto noi. Tutto sommato, oggi questa casa lavora e dà lavoro. Ci sono tante persone che assumiamo con contratti stagionali, ma soprattutto è un volano economico perché investiamo in artigiani, fornitori, e quindi è una casa che crea economia. Il rischio di queste dimore è che si finisca a parlare soltanto di passato in chiave nostalgica. Quello che mi auguro, invece, è che si possa raccontare quello che si farà in futuro. Per questo, bisogna coinvolgere i giovani, ma soprattutto quelli che sono in grado di riconoscere il valore di questi luoghi preziosi».
La storia di Villa Zerbi
La casa nasce dopo il terremoto del 1783 e viene costruita e ultimata nel 1786, in chiave barocco napoletano, da un progetto riconducibile all'architetto monteleonese, Filippo Frangipane. Affaccia su un ampio giardino mediterraneo, ricco di agrumi, camelie e piante rare. Il fronte del palazzo è caratterizzato da un raffinato portale in granito grigio, fiancheggiato da lesene e sormontato da una finestra evidenziata da un gioco di movenze di gusto tardo barocco. Le volute dei balconi in ferro battuto, sono sorrette da mensole ornate da maschere di pietra. Preziosa testimonianza delle abilità artigiane di scalpellini e decoratori calabresi, impegnati nella rinascita dopo il terremoto del 1783. Al suo esterno c'è una chiesetta intitolata a San Nicola, realizzata da un’antenata della famiglia, Carmela Zerbi, che era molto religiosa e l’ha voluta dedicare alla comunità. Nel 2002 la villa è stata restaurata da Natale Zerbi, in osservanza alla tutela del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e inserita tra le dimore storiche calabresi di particolare interesse storico-artistico.
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