Castrovillari, 14 corti da 87 Paesi: parte il Festival internazionale del cortometraggio d'autore
Quattro sere di proiezioni al Castello Aragonese fino al 30 agosto. In gara opere da Cannes, Venezia, Berlino. Premio a Gianluca Matarrese
Il cinema che conta oggi non allunga, stringe. Mentre il lungo tratta con piattaforme e formati, il corto sottrae, condensa, rivela. Da otto anni questo rovesciamento ha un luogo: Castrovillari.
Dal 27 al 30 agosto il Castello Aragonese ospita l'VIII edizione del Castrovillari Film Festival - Festival Internazionale del Cortometraggio d'Autore, organizzato da Chimera APS con la direzione artistica di Antonio La Camera e Francesco Sottile, con il sostegno di Calabria Film Commission e Parco Nazionale del Pollino, il patrocinio di Comune di Castrovillari e Lions Club Castello Aragonese Pollino-Sibaritide-Valle dell'Esaro, e con Energy Progress e Carlomagno Auto come sponsor principali.
Il dato che definisce l'edizione è uno: 1.395 opere da 87 Paesi per 14 posti. Un rapporto che non misura il successo, ma una tendenza. Mentre l'industria standardizza, il breve si dilata come spazio globale di libertà. E Castrovillari, proprio perché fuori dai centri, è diventata approdo riconosciuto.
La selezione è costruita come un montaggio di geografie che si interrogano.
Sei titoli internazionali portano nel Pollino opere già passate da Cannes, Berlino, Rotterdam, Venezia, sottratte al consumo veloce dei grandi festival e restituite a una visione attenta. Dalla Mongolia che interroga la Francia di A South Facing Window di Lkhagvadulam Purev-Ochir, alla Francia intima di Because of (U) di Tohé Commaret e a quella politica di Pelotón Trueno di Theo Montoya, sino alla Lituania di Concrete Kids di Saulius Baradinskas, al Belgio di Cul-de-sac! di Clyde Gates e Gabriel Sanson, alla Spagna di Stallion y la Bola de Cristal di Christian Avilés.
Quattro titoli italiani in concorso – Kràlik di Alessandro Rocca, Mambo Kids di Emanuele Tresca, Randaghi di Enrico ed Emanuele Motti, We are Animals di Lorenzo Pallotta – più L'Uomo Più Bello del Mondo di Paolo Baiguera fuori concorso, compongono il contrappunto nazionale: un Paese raccontato per frammenti, non per sintesi.
Tre sguardi calabresi – Happy Anniversary di Isabella Salvetti, Nothing to Tell di Fabrizio Condino e Vito di Samuele Leogrande, fuori concorso – rovesciano l'asse: la Calabria non è ambientazione, è punto di vista.
A saldare le tre linee, due proiezioni speciali fuori concorso: Il Quieto Vivere di Gianluca Matarrese, a cui andrà il Premio Autore Calabrese dell'Anno 2026, e Primo Sangue di Antonio La Camera. Due traiettorie che dimostrano che partire dal Sud significa abitare il mondo.
Proiezioni ogni sera dal 27 al 30 agosto alle 21.00 nella corte del Castello Aragonese, sino a domenica 30 compresa. Sabato 29 agosto la cerimonia di premiazione. Domenica 30 agosto, in collaborazione con Calabria Film Commission, la giornata conclusiva dedicata al cinema calabrese con incontri e masterclass. Attesi Paolo Baiguera, Mino Capuano, Fabrizio Condino, Samuele Leogrande, i fratelli Motti, Lorenzo Pallotta, Alessandro Rocca, Emanuele Tresca e il DoP Davide Manca.
«Non celebriamo un anniversario. Prendiamo posizione – dichiarano i direttori artistici Antonio La Camera e Francesco Sottile –. Il cortometraggio non è palestra, non è anticamera del lungo. È forma autonoma, adulta, radicale. L'unico spazio dove il cinema può ancora cercare, perché può ancora permettersi di sbagliare».
«1.395 opere da 87 Paesi non sono un numero. Sono una correlazione: più il mercato stringe, più il breve si allarga. Ne abbiamo scelte 14. Non le migliori in astratto. Le più necessarie ora».
«Portiamo a Castrovillari film da Cannes, Venezia e Berlino perché il Pollino non è margine. È centro. Un centro dove esiste un pubblico che guarda senza distrarsi».
«La giornata del 30 agosto con Calabria Film Commission e il premio a Gianluca Matarrese affermano un principio: la Calabria non è fondale, è punto di vista. Si può partire da qui e abitare il mondo».
«Per questo proiettiamo sino al 30 agosto, quattro sere consecutive. È un presidio. Mentre tutti allungano, noi stringiamo. Perché è nel tempo breve che il presente si vede meglio».