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18/03/2026 ore 11.35
Eventi

Il rito del gusto a Mormanno: la tradizione de "U Cummitu" riabbraccia la comunità

Il 19 marzo il Centro "Don Francesco Leone" celebra San Giuseppe con i tagliolini al fagiolo poverello bianco, simbolo di una tradizione preparata con cura dalle donne

di Franco Sangiovanni

A Mormanno, il calendario continua a marcare la tradizione locale e segna una data imprescindibile, il 19 marzo che celebra la santità di San Giuseppe a cui è assoggettata la Festa del Papà. Quest'anno, il Centro Sociale Anziani APS "Don Francesco Leone", pilastro della vita associativa locale e parte integrante della rete Anziani Italia, si appresta a far rivivere il rito de "U Cummitu", un atto di devozione collettiva che affonda le radici nella memoria storica del borgo, trasformando il giorno dedicato a San Giuseppe in un momento di altissima socialità e condivisione identitaria. Il borgo si prepara così a trasformare i locali del centro in un grande refettorio a “porte aperte” dove l'accoglienza e la condivisione diventa il valore supremo. La preparazione di questa celebrazione risiede nel lavoro silenzioso e sapiente delle donne del centro anziani, che da giorni sono impegnate in una preparazione meticolosa e corale. Le loro mani, custodi di una manualità antica, hanno lavorato senza sosta per la creazione dei "tagliolini", una pasta fresca simile alle tagliatelle ma caratterizzata da una larghezza più sottile, tirata e tagliata con precisione millimetrica. Questa pasta non è un ingrediente qualunque ma il supporto ideale per il "fagiolo poverello bianco", il vero protagonista della cucina mormannese. Questo legume, eccellenza del territorio e presidio della biodiversità locale, viene cucinato secondo tempi lenti e rituali, per dar vita a un piatto che è sintesi perfetta tra povertà degli ingredienti e ricchezza del sapore.

L'appuntamento per i cittadini e i visitatori è fissato a partire dalle 12:30, momento in cui i profumi della cucina tipica inizieranno a inondare gli spazi dell'associazione. "U Cummitu" rappresenta storicamente l'invito, l'offerta generosa di un pasto che un tempo veniva dedicato ai meno fortunati e che oggi si è evoluto in una festa della fratellanza che non conosce barriere generazionali. L'atmosfera di fervore che precede l'evento testimonia quanto sia vivo il desiderio di preservare queste usanze, sottraendole all'oblio della modernità per restituirle, integre e profumate di farina e legumi, alle nuove generazioni. La giornata proseguirà fino all'esaurimento delle pietanze, seguendo quel ritmo naturale delle sagre di una volta dove l'abbondanza era sinonimo di festa e di buon augurio per l'intera comunità di Mormanno. Partecipare a questo banchetto significa dunque entrare in contatto con l'anima più autentica della Valle del Mercure, rendendo omaggio al lavoro instancabile dei soci del Centro "Don Francesco Leone" e alla loro capacità di mantenere acceso il fuoco della tradizione. È un invito a riscoprire la lentezza, il piacere della tavolata comune e l'orgoglio di un patrimonio gastronomico che, partendo da un semplice fagiolo bianco, riesce a raccontare secoli di storia e dignità contadina.