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09/09/2026 ore 08.47
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Sigfrido Ranucci porta il suo “Il Diario del Trapezista” a Reggio Calabria il 24 ottobre

Un racconto personale che attraversa le grandi inchieste della sua carriera per riportare alla luce ciò che normalmente rimane fuori dall'inquadratura. Lo spettacolo previsto al Cilea

di Redazione Attualità

Cosa accade dietro le quinte di un’inchiesta? Quali sono le persone che, lontano dai riflettori, possono cambiare il corso di una storia? E soprattutto: quante volte, nella vita, sono proprio le scelte compiute, o quelle che decidiamo di non compiere, a determinare il nostro destino?

Sono le domande da cui prende forma “Il Diario del Trapezista”, lo spettacolo teatrale con cui Sigfrido Ranucci arriva al Teatro "Francesco Cilea" di Reggio Calabria il prossimo 24 ottobre.

Un racconto personale che attraversa le grandi inchieste della sua carriera per riportare alla luce ciò che normalmente rimane fuori dall'inquadratura: le persone, gli incontri casuali, i rischi, le paure e quelle decisioni prese in pochi secondi capaci di cambiare una vita per sempre.

Ho imparato che a definire il destino di una persona non sono tanto le sue qualità, quanto le sue scelte. Anche quelle che non fa”. È questo il filo conduttore dello spettacolo.

Nel suo “diario”, Ranucci racconta infatti una galleria di personaggi che sembrano usciti da un romanzo e che, spesso rimanendo nell’ombra, hanno avuto un ruolo decisivo nella realizzazione delle sue inchieste.

C'è un vagabondo che lo aiuta a realizzare quello che Ranucci considera lo scoop internazionale più importante della storia della Rai: l'inchiesta sui bombardamenti di Falluja e sull'utilizzo, da parte degli Stati Uniti, del fosforo bianco.

C'è un tassista che gli permette di ritrovare la pinacoteca di Calisto Tanzi, un tesoro di decine di capolavori dal valore di milioni di euro sfuggito alle indagini di due procure e persino a un'importante agenzia investigativa internazionale.

C'è una producer svizzera, capace di passare le notti a salvare rospi, che si ritrova a svolgere un ruolo fondamentale per proteggere Ranucci da un'operazione di controllo e intimidazione legata a un'inchiesta sulla pubblica amministrazione.

E ancora: una vicepreside che contribuisce a un'inchiesta sul traffico di armi; un rapinatore pugliese che racconta di aver assistito all'ordine di uccidere il giornalista da parte della mafia; una professoressa che registra con una telecamera l'incontro in autogrill tra il senatore Matteo Renzi e l'ex 007 Marco Mancini.

Fino a Lavinia, la bodyguard che aiuta Ranucci a sventare un progetto politico volto a sostituirlo alla conduzione di Report.

Storie apparentemente lontanissime tra loro, unite da un filo invisibile: quello delle persone incontrate lungo il cammino e delle conseguenze imprevedibili delle loro scelte.

«Tutte le persone che ho incontrato nella mia vita hanno avuto un compito - racconta Ranucci -. Coloro che sono andate via è perché quel compito l’avevano portato a termine. Tutte si sono portate via un pezzo di me e mi hanno insegnato qualcosa, alcune anche a non essere come loro».

“Il Diario del Trapezista” diventa così molto più del racconto di una carriera giornalistica. È una riflessione sul destino, sul coraggio, sulla paura, sulla responsabilità e sul peso delle decisioni.

Il titolo stesso richiama la condizione di chi, come un trapezista, vive sospeso, consapevole che ogni movimento può essere decisivo e che, nel momento del salto, non sempre è possibile tornare indietro.

Sul palco, il giornalista che il pubblico è abituato a vedere dietro le grandi inchieste lascia spazio all'uomo che quelle inchieste le ha vissute sulla propria pelle. E così, tra storie sorprendenti, retroscena, incontri fortuiti e momenti di forte intensità, Sigfrido Ranucci apre per una sera il suo archivio più personale: quello dei ricordi e delle persone che hanno contribuito a costruire la sua storia.

L'appuntamento è dunque al Teatro "Francesco Cilea", il 24 ottobre, per scoprire il Ranucci che non va in onda.