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06/02/2026 ore 09.30
Eventi

Un palco per la città: a Reggio al via la rassegna del Cineteatro Metropolitano. Tra le novità l’apertura di una scuola di teatro

Teatro, musica e formazione al centro del progetto culturale. Previsti dieci appuntamenti con protagonisti gli artisti del territorio

di Redazione

Il teatro come spazio condiviso, il palcoscenico come luogo di incontro, la città come protagonista. Con queste coordinate prende forma “Un palco per la città”, la rassegna 2026 del Cineteatro Metropolitano di Reggio Calabria, presentata nel salone del Dopolavoro ferroviario, in via Caprera 2, nel corso di una conferenza stampa.

Un progetto condiviso per rilanciare il Metropolitano

Ad aprire la conferenza stampa è stato Antonio Calabrò, nella qualità di direttore artistico del Cineteatro Metropolitano e in rappresentanza anche del presidente del DLF di Reggio Calabria, Nino Malara, che ha subito chiarito lo spirito dell’iniziativa: «Siamo qui per presentare non solo una stagione teatrale, ma una serie di iniziative che caratterizzeranno il periodo che va dal 14 febbraio fino alla fine di giugno. Iniziative variegate, frutto di un lavoro corale, collettivo, perché l’unione fa la forza e noi ne abbiamo bisogno di tanta».

Calabrò ha ricordato il gruppo di lavoro che anima la rassegna 2026 promossa dal Dlf di Reggio Calabria, citando Marcello Alampi, responsabile tecnico, e Rossella Crupi, per la parte amministrativa, insieme alle realtà associative - come l’Amaca, Itaca e la sartoria Bruzzese - e ai media partner come Radio Touring 104, il quotidiano Cult (Cultandsocial.it) che hanno scelto di collaborare per dare vita a un progetto culturale stabile e ambizioso.

La scuola di teatro: formazione, comunità, creazione

La prima grande novità della rassegna 2026 è l’apertura di una scuola di teatro a cura dell’Associazione culturale Itaca. A illustrarne il senso è stata Ivana Andic, vicepresidente di Itaca, insegnante di musica e teatro: «Itaca è nata per promuovere cultura sul territorio e creare un centro di formazione artistica. Anche se siamo giovani, abbiamo già realizzato un festival d’arte a Laureana di Borrello, attivato laboratori teatrali e un corso professionale, oltre a spettacoli di teatro immersivo e site-specific. Oggi siamo qui perché questo percorso è stato riconosciuto dal Dopolavoro ferroviario e perché vogliamo aprire una vera scuola di teatro al Metropolitano».

Un progetto che va oltre la semplice didattica, come ha spiegato Sergio Nicolaci presidente dell’Associazione Itaca: «Non parliamo di un corso di recitazione, ma di una scuola di teatro. Il nostro obiettivo non è promettere attori professionisti, ma accompagnare le persone in un percorso completo: dallo studio dei personaggi alla drammaturgia, dai costumi alle scenografie, fino alla costruzione di uno spettacolo. Il teatro diventa così un veicolo per raccontare storie e tematiche che appartengono alla comunità».

Un’idea di teatro inteso come aggregazione sociale, capace di coinvolgere le “persone comuni” e trasformarle in protagonisti di esperienze artistiche autentiche.

Un palco davvero per la città

Proprio sul ruolo delle persone comuni si è soffermato nuovamente Antonio Calabrò: «Attraverso le persone comuni si possono fare cose fuori dal comune. Basta l’impegno, basta una propensione artistica, e nascono piccoli miracoli. In questa rassegna, abbiamo scelto di privilegiare gli artisti reggini, perché il Metropolitano diventi davvero un palco per la città».

La rassegna prevede dieci serate, con copioni originali e il coinvolgimento di più voci del territorio, rese possibili anche grazie alla collaborazione con una delle eccellenze locali nel settore teatrale: la storica Sartoria Bruzzese.

Costumi, scenografie e identità: la Sartoria Bruzzese

A raccontare il valore di questa collaborazione è stato lo stesso Pino Bruzzese: «Quando si parla di teatro e del nostro lavoro, noi ci siamo sempre. Metterci insieme è stato naturale: dalla scenografia ai costumi, fino a tutto ciò che serve per creare un’opera. Il Metropolitano può veicolare i nostri lavori e permetterci di costruire opere complete, fatte di attori veri, luci, scenografie e costumi in carne e ossa».

Il programma completo della rassegna 2026

Il cuore di “Un palco per la città” è un calendario fitto e articolato, che accompagnerà il pubblico da febbraio a maggio 2026, tra teatro, musica, divulgazione e ironia.

Tra gli appuntamenti presentati stamane, ci saranno:

L’Amaca e otto anni di teatro al Metropolitano

Presenza storica del Cineteatro Metropolitano è l’Associazione culturale L’Amaca, rappresentata dall’attrice Anna Rita Fadda, che ha ricordato con emozione l’inizio di questo lungo percorso: «Otto anni fa tutto è iniziato con un messaggio: “Ti sentiresti di fare una parte cattiva?”. Da lì è nato tutto. Il teatro è amore, entusiasmo, voglia di fare. In questi anni L’Amaca ha costruito il proprio stile che affronta anche temi importanti con ironia e semplicità, perché il messaggio deve arrivare a tutti».

Una dedica che dà senso a tutto

A chiudere la conferenza stampa è stato ancora Antonio Calabrò, con un momento di forte intensità emotiva: «Questa rassegna è dedicata a Bruno Stancati, nostro grande amico, figura importante della vita culturale, sociale e civile reggina. Siamo certi che, con il suo sorriso e il suo ottimismo, dall’alto ci accompagnerà. Con la sua benedizione riusciremo a fare del Cineteatro Metropolitano davvero un palco per la città».

Un finale che è anche un inizio: il sipario si alzerà il 14 febbraio alle ore 17, per una stagione che promette di unire memoria e futuro, arte e comunità.

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