Dal Gaglioppo al Magliocco dolce, Grimaldi Enoica racconta la Calabria del vino tra cultura, territorio e innovazione
Il 5 settembre, il borgo ospita una nuova edizione del Co-Wine Festival con un programma dedicato ai vitigni identitari della Calabria. Ecco il programma
A Grimaldi, nel cuore del Savuto, il vino torna a essere linguaggio, identità e visione. Il 5 settembre, il borgo si prepara a ospitare l’edizione di Grimaldi Enoica Co‑Wine Festival, un appuntamento che, dallo scorso anno, ha trasformato il paese in un punto di riferimento per la narrazione enologica della Calabria. Quest’anno il programma si espande, si rafforza e mette al centro un percorso di approfondimento che passa soprattutto dalle masterclass e dai talk, veri motori culturali dell’intera giornata.
La presenza del Merano Wine Festival, con il suo banco d’assaggio che consolida un rapporto ormai triennale con la Calabria, e quella delle Donne del Vino Calabria, che portano competenze e sensibilità contemporanee, confermano la volontà di Grimaldi di dialogare con le realtà più autorevoli del panorama nazionale.
La giornata si apre alle 19:00, nella Loggia del Comune, con una masterclass dedicata al Gaglioppo, condotta da Luca Gardini. Gardini guiderà un viaggio nell’anima vitivinicola della Calabria, raccontando storie di vigna e territorio che ruotano attorno al vitigno simbolo della regione. È un momento che segna l’avvio del festival e che pone subito l’accento sulla profondità culturale del progetto. Mezz’ora dopo, alle 19:30, Largo Pasquale Paolo Albo diventa il palcoscenico di un percorso dedicato ai bianchi autoctoni, alla loro identità e alla loro sorprendente longevità. A condurre la masterclass sarà Paola Restelli, insieme alle Donne del Vino Calabria, protagoniste di un racconto che mette in luce la rinascita dei bianchi calabresi e la loro capacità di evolvere nel tempo.
Alle 20:00, si torna nella Loggia del Comune per una riflessione sui rosati contemporanei, guidata da Angelo Peretti. “Tradizioni e radici: la traccia rosa della Calabria contemporanea” è un titolo che sintetizza perfettamente l’intento della masterclass: mostrare come il rosato sia diventato una delle espressioni più dinamiche e identitarie della regione.
La Calabria “inaspettata” sarà invece al centro della masterclass delle 20:45, nuovamente in Largo Albo, con Chiara Giannotti. Freschezza, altitudine e Mediterraneo diventano le coordinate di un racconto che mostra una regione capace di sorprendere con vini verticali, eleganti, figli di territori alti e microclimi complessi. A chiudere il ciclo delle masterclass, alle 21:15, sarà Luca Grippo con un approfondimento dedicato al Magliocco Dolce, vitigno che più di ogni altro racconta il Savuto. “Identità autoctona: viaggio nel Magliocco Dolce” diventa così il capitolo conclusivo di un percorso che attraversa l’intera geografia vitivinicola calabrese.
Accanto alle masterclass, i talk rappresentano l’altra anima del festival, quella che mette in dialogo il vino con la storia, la cultura e la dimensione civica del territorio.
Alle 19:00, il primo talk affronta il tema delle radici identitarie della Calabria, dei vini passiti e dei vitigni storici. A introdurre e moderare sarà Massimo Tigani Sava, mentre la relazione centrale sarà affidata all’agronomo Rosario Previtera, che offrirà una lettura tecnica e culturale del passato e del futuro della viticoltura regionale.
Alle 20:30, il festival entra nel cuore della storia antica con un confronto dedicato a Chora e alle città del vino, un dialogo che intreccia archeologia, territorio e governance. Interverranno Maurizio Rodighiero, Paolo Ippolito, Stefania Mancuso, Paolo Stilla, Franz Caruso e Gianluca Gallo, in un dibattito che mette in relazione la Magna Grecia con la mission contemporanea delle Città del Vino.
Alle 21:30, spazio alla cultura letteraria con la presentazione del libro di Angelo Peretti, Il profumo del bicchiere mezzo pieno. A dialogare con l’autore saranno Cristina Raffaele e Claudia Maremonti, in un momento che unisce racconto, esperienza e riflessione sul mondo del vino.
La serata si chiuderà con la consegna del Grimaldello d’Oro 2026, assegnato a Gabriele Niccoli, Marco Renzi e Sergio Mazzuca, e con la Benemerenza Civica conferita a Gerardo Sacco, figura simbolica della creatività e dell’artigianato calabrese. Un momento che celebra chi ha contribuito alla crescita culturale, sociale ed enologica della regione.