Un viaggio attraverso il sapore: a Rende la terza edizione del progetto “Alla ricerca della ricetta perduta”
L’iniziativa è promossa dall’associazione “Confraternita della Frittola Calabrese – La Quadara Aps” che dal 2017 si occupa di valorizzazione e divulgazione della cultura e della cucina calabrese
Da nord a sud del Bel Paese c’è un patrimonio immateriale fatto di profumi, gesti semplici e tradizioni tramandate attorno a un fuoco destinato a volatilizzarsi con l’incessante scorrere del tempo. Piccoli e grandi custodi del tempo si sono incontrati al Museo del Presente di Rende per riavvolgere con cura la pellicola delle nostre tradizioni gastronomiche.
Si è conclusa ieri la terza edizione del progetto “Alla ricerca della ricetta perduta – Viaggio nel tempo attraverso il cibo”, iniziativa lodevole ideata dall’Associazione di Promozione Sociale “Confraternita della Frittola Calabrese – La Quadara Aps”. «L’associazione – ricorda il presidente Emilio Iantorno – è nata nel 2017 ed è cresciuta in maniera esponenziale con grande sorpresa di tutti noi. Siamo partiti per gioco, per poi scoprire quante cose si possano fare partendo dal cibo e dalle tradizioni. Il progetto proposto alle scuole prevede un’intervista fatta dagli studenti ai loro affetti più cari riguardante le tradizioni culinarie e, successivamente, la ricerca di una ricetta in particolare da condividere».
L’evento, svoltosi nella suggestiva cornice del Museo del Presente, ha concluso un lungo percorso didattico dedicato ai giovanissimi studenti del territorio. I ragazzi hanno assunto le vesti di veri e propri investigatori della storia, con l’obiettivo di «perseguire lo studio, la ricerca, la sperimentazione e il recupero delle tradizioni e dei valori della cultura e della cucina calabrese per una loro promozione, valorizzazione e divulgazione», come indicato nello statuto associativo.
Il connubio tra la scuola e il territorio per rafforzare le radici della storia
Vero motore dell’iniziativa è stata la sinergia con il mondo scolastico, nello specifico la proficua collaborazione dell’associazione con gli studenti dell’Istituto Comprensivo Rende-Commenda e l’Istituto Comprensivo di San Lucido. Proprio gli alunni hanno eseguito il compito più arduo: cercare e riportare alla luce le ricette del passato attraverso le testimonianze dirette dei propri nonni.
L’evento è stato abilmente moderato dal giornalista e comunicatore enogastronomico Francesco Mannarino che ha invitato a fare gli onori di casa Marinella Castiglione, consigliera comunale di Rende con delega all’Istruzione, la quale ha sottolineato quanto sia soddisfacente ed emozionante vedere negli occhi degli studenti l’orgoglio di aver contribuito a recuperare una storia che sembra non avere più spazio nella vita quotidiana.
Preziosissimo l’intervento di Simona Sansosti, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Rende-Commenda: «Una comunità ha senso se preserva le proprie tradizioni, le proprie origini», facendo inoltre riferimento alla bellezza del confronto tra le diverse culture che si innervano nel polo scolastico da lei rappresentato.
Il sorprendente viaggio nel tempo è stato guidato anche dal professore Yuri Perfetti, geografo del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Unical, il quale ha potuto asserire quanto sia fondamentale promuovere questo genere di attività e dal biologo e nutrizionista Mario Sicilia, che ha evidenziato il valore salutistico e la sostenibilità della dieta tradizionale calabrese.
Non solo sapori, anche musica e premiazioni
L’atmosfera dell’evento è stata impreziosita dalle note e dalle parole del cantastorie Marco Moccia, che ha cantato insieme agli studenti due canzoni tradizionali calabresi: “A Riturnella” e “Calabrisella mia”.
Il presidente Emilio Iantorno ha concluso l’evento con il momento più atteso: la premiazione delle classi vincitrici. Gli studenti, fieri dei loro lavori e delle targhe commemorative donate loro, hanno vissuto il momento con vero orgoglio di chi ha compreso che un piatto antico non è solo archeologia culinaria, ma una tradizione da salvaguardare e proteggere.