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02/02/2026 ore 10.50
Storie

Dalla Calabria ai palcoscenici d’Europa: il volo internazionale del baritono Antonino Giacobbe

Nei giorni scorsi il giovane artista è stato insignito di un riconoscimento a Borgia, sua comunità di origine: «Per me è sempre un grande piacere tornare a casa»

di Francesco Graziano

C’è un’eco che parte dalle colline di Borgia e arriva fino ai palcoscenici più prestigiosi d’Europa. È la voce di Antonino Giacobbe, baritono calabrese che sta scrivendo una pagina importante della lirica contemporanea. Un talento che non ha mai smesso di guardare alle proprie origini, trasformando il legame con la sua terra nella linfa vitale per affrontare le sfide dei grandi teatri internazionali. Proprio in questi giorni, la comunità di Borgia ha voluto celebrare questo legame in un incontro speciale, promosso dal centro di aggregazione sociale "De Filippo" coordinato da Tommaso Esposito. Un’occasione per onorare un artista che, pur calcando scene di fama mondiale, conserva intatta l’autenticità e l’umiltà del giovane partito dalla provincia di Catanzaro con un sogno nella valigia.

Un percorso di studio e sacrificio

Il successo di Giacobbe non è frutto del caso, ma di una solida formazione multidisciplinare. Laureato in Canto Lirico al Conservatorio di Cosenza e, parallelamente, in Lingue per la Cooperazione Internazionale all’Università di Catania, ha saputo coniugare la disciplina tecnica alla sensibilità culturale. Il suo perfezionamento reca la firma di miti della lirica come Renato Bruson, Salvatore Fisichella, Eva Mei e Fiorenza Cedolins, maestri che hanno contribuito a plasmare una voce capace di spaziare da Mozart a Puccini con estrema naturalezza.

I palcoscenici internazionali e le grandi collaborazioni

Dalla vittoria di prestigiosi concorsi internazionali, la sua ascesa è stata fulminea. Il nome di Antonino Giacobbe è apparso nelle locandine dei teatri più iconici: dal Verdi di Trieste al Lirico di Cagliari, passando per il Puccini di Torre del Lago fino a varcare i confini nazionali verso il Coliseu di Porto, Valencia e Cadice. Recentemente è stato protagonista della Carmen di Bizet al Teatro Verdi di Pisa, sotto la direzione del maestro Beatrice Venezi. Ha collaborato con direttori d’orchestra del calibro di Francesco Ivan Ciampa, Francesco Cilluffo, Cyril Diederich, Ivan Fischer, Rico Saccani, Alberto Veronesi, Vittorio Parisi, e registi quali Grischa Asagaroff, Fabio Ceresa, Davide Garattini Raimondi, Pier Francesco Maestrini, Massimo Pizzi Gasparon, Mario Pontiggia, Renato Bonajuto.

Il ritorno a casa: «Borgia è il mio rifugio»

Nonostante il successo e i ruoli iconici interpretati — da Figaro a Giorgio Germont — tra le emozioni più autentiche per Giacobbe resta quella del ritorno. Durante l'incontro, l'artista ha condiviso una riflessione profonda sul mestiere del baritono: «Per me è un grande piacere tornare a casa. Spesso con i colleghi parliamo della difficoltà di conciliare il lavoro con gli affetti. Ritrovare gli amici e le strade della mia infanzia, poter chiacchierare senza pressioni, è ciò che mi rinfranca e mi dà la forza per il lavoro che ho scelto di fare». Il baritono ha poi sottolineato l'importanza della resilienza nel mondo dell'opera: «La passione è nata in conservatorio, ma è cresciuta con perseveranza e sacrificio. Dal 2022 è stato un crescendo costante. Essere partito da Borgia per trovarmi oggi un po' ovunque è un traguardo che riconosco a me stesso e che oggi la mia comunità mi riconosce. Sono orgoglioso di fare ciò che mi rende felice». L'omaggio del centro "De Filippo" sancisce così un legame indissolubile: quello tra un artista di calibro europeo e una terra che, fiera, continua a essere il suo porto sicuro.

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