Lascia Milano per la Calabria: «Sedici anni dopo rifarei quella scelta mille volte, qui ho trovato la felicità»
Ginevra Dell'Orso racconta il trasferimento dal Nord a Isca sullo Ionio, la paura del cambiamento e la gioia di una vita nuova. «Ogni mattina il mare mi ricorda che è stata la scelta più bella. Questa regione è un museo a cielo aperto»
Sedici anni fa, proprio di questi giorni, Ginevra lasciò il Nord, la sicurezza economica, una vita costruita tra Milano e le sue certezze. Decise di trasferirsi in Calabria, a Isca sullo Ionio, insieme alla sua famiglia e ai suoi figli ancora piccoli. Una scelta coraggiosa, maturata dal desiderio di cambiare vita e ritrovare un rapporto più autentico con il tempo, la natura e le cose semplici.
Oggi Ginevra Dell’Orso racconta quel viaggio, quella paura iniziale e la felicità di una decisione che, a distanza di 16 anni, rifarebbe senza esitazioni.
Ginevra, il 18 luglio ha ricordato una data speciale. Non un compleanno, ma il giorno di una nuova vita. Perché quella data è così importante?
Ho spento sedici candeline su una delle scelte più coraggiose della mia vita; non era un compleanno né un anniversario di matrimonio. Era il giorno in cui, sedici anni fa, sono arrivata qui in Calabria.
Che cosa ricorda di quel viaggio da Milano verso una terra che conosceva ancora poco?
Ricordo tutto come fosse ieri: la macchina stracarica di valigie, i miei figli piccoli che dormicchiavano dietro, il caldo asfissiante di luglio e quel viaggio infinito a guidare da Milano. Partiti all’alba, arrivati al tramonto. Ero distrutta, con la schiena a pezzi… eppure il cuore mi batteva fortissimo.
Qual è stata la prima immagine che le ha fatto capire di aver compiuto la scelta giusta?
Ho aperto la porta di quella piccola casetta che avevo visto solo in foto, ho fatto pochi passi e sono uscita sul terrazzino e lì, davanti a me, c’era il mare.
In quel preciso istante ho pensato: «Da domani, ogni mattina, aprirò la finestra e questa sarà la prima cosa che vedrò».
Niente più traffico, clacson, palazzi grigi. Solo infinito blu, cielo e silenzio.
Lasciare Milano significava rinunciare a tante certezze. Ha mai pensato che potesse essere un errore?
Avevo lasciato tutto: una vita intera, sicurezze, amicizie, abitudini. Non sapevo se avrei trovato lavoro, come si sarebbero ambientati i bambini, se quella follia avrebbe funzionato. Avevo solo una voglia incredibile di essere felice e al tempo stesso tanta paura.
Sedici anni dopo, qual è il bilancio di quella scelta?
Ma oggi, a sedici anni di distanza, rifarei quella scelta mille volte.
Ogni mattina quel mare è ancora lì che mi aspetta. E ogni mattina gli sorrido, come si sorride a un grande amore che non ti ha mai deluso.
La sua scelta di vita sembra anche una ricerca di un tempo diverso, più lento, più umano. Lei ha scritto una riflessione sul valore delle cose che duravano e sul rapporto con la natura. Che cosa abbiamo perso nel mondo di oggi?
Torniamo a quando le cose erano fatte per durare ad oltranza, a quando un tavolo sopravviveva per 5 o 6 generazioni, e le case erano fatte con travi di castagni secolari: ora tutto si rompe, e non si ripara, dura poco e viene sostituito con altrettanti oggetti destinati all’imminente distruzione.
La Calabria, con i suoi silenzi e i suoi paesaggi, può aiutarci a recuperare un rapporto diverso con la vita?
Torniamo a contemplare le grazie del creato, a confonderci nel silenzio, a guardare il tramonto di un giorno che muore. Torniamo a leggere un libro, a intonare canti, a pregare, a rotolarci lungo le discese dei prati: ignoriamo gli schermi, ma non il mondo che ci scorre davanti, con le sue follie e le sue altrettanto devastanti meraviglie.
A chi oggi sente il bisogno di cambiare vita, ma ha paura di fare un salto nel buio, che cosa direbbe?
Se state pensando di fare un salto nel buio, se sentite che la vostra vita vi sta stretta… fatevi coraggio. A volte basta una scelta audace per cambiare tutto.. e quasi sempre in positivo!
Una battuta finale. Come puoi definire la Calabria?
La Calabria è un museo a cielo aperto. Già dagli albori della civiltà, questa regione era tra le più belle, potenti, possenti e sconvolgenti al mondo.