Novant’anni di fede: a Cassano i canti della Passione con Rosina Perri, la sentinella della memoria
La Settimana Santa vive nei canti "U Jesu" e "U Lamint". La decana guida i cantori tramandando ai giovani la fede e l'identità del dialetto
Quando le ombre della Settimana Santa iniziano a distendersi tra i vicoli del centro storico di Cassano, l’aria si carica di un’elettricità antica. Oltre la fede, è un’eco profondo che risale i secoli, è il lamento di una comunità che si stringe attorno ai simboli del dolore cristiano. In questo scenario, la Settimana Santa cassanese si conferma un tesoro di pietà popolare, dove il dialetto diventa la lingua sacra del pianto e della speranza nei canti tradizionali, tramandati oralmente di generazione in generazione.
Tra questi, spiccano "U Jesu" e "U Lamint". Non semplici melodie ma preghiere viscerali, intonate dai cantori per dolersi della Passione di Nostro Signore. Questi canti, caratterizzati da una metrica arcaica e da una vocalità che sembra sgorgare direttamente dalla terra, hanno il potere di trasportare i fedeli in una dimensione sospesa tra il tragico e il divino. È un dolore condiviso, un coro che trasforma la sofferenza individuale in un rito collettivo di espiazione e amore.
In questo passaggio di testimone sonoro, c’è un nome che brilla su tutti, un riferimento, Rosina Perri. A 90 anni, Rosina non è solo una cantrice, è la memoria storica, la decana, una figura iconica che rappresenta il ponte vivente tra il passato e il futuro. Nonostante l’età, la sua voce non trema di fronte all’impegno della fede. Al suo fianco, figure altrettanto devote come Silvana Iannicelli e molti altri veterani (impossibile nominarli tutti, un gruppo consistente) che ogni anno presidiano le processioni e le veglie, assicurando che nessuna nota e nessuna parola del dialetto antico vada perduta. L’aspetto più toccante delle celebrazioni odierne è proprio l’incontro tra i capelli bianchi di Rosina e i volti giovani che si affacciano a queste tradizioni. La partecipazione di Rosina e dei suoi compagni funge da bussola per i ragazzi di Cassano.
Non si tratta di una sterile ripetizione di gesti o usi, rappresenta un ideale passaggio di testimone. Vedere una donna di novant'anni sfidare la stanchezza per intonare “U Lamint” insegna ai giovani il valore dell’appartenenza e la bellezza della custodia delle radici. Mentre la lcue del fuoco dei “fucarazz” ingiallisce le strade, la voce di Rosina Perri continua a vibrare, ricordando a tutti che la Settimana Santa a Cassano non è uno spettacolo per turisti, ma un battito vitale. Grazie a queste "sentinelle della memoria", la tradizione cassanese non rischia l'oblio, ma si prepara a vivere per altri cento anni nelle voci di chi, oggi, impara ad ascoltare.