Riportare i giovani sul palcoscenico: la sfida di Annalisa Crispino, a soli 24 anni alla guida di una compagnia teatrale
Premiata come Migliore attrice non protagonista alla rassegna nazionale “Il Canotto Parlante 2025”, è oggi la presidente dell’associazione teatrale Cilla Giovani, nata a San Lucido e diventata in pochi anni un punto di riferimento per tanti appassionati di teatro
A soli 24 anni è già alla guida di una delle realtà teatrali emergenti più interessanti della Calabria. Annalisa Crispino, premiata come Migliore attrice non protagonista alla rassegna nazionale “Il Canotto Parlante 2025” di Roma per lo spettacolo inedito La Scala, è oggi la presidente dell’associazione teatrale Cilla Giovani, nata a San Lucido e diventata in pochi anni un punto di riferimento per tanti giovani appassionati di teatro.
La compagnia affonda le sue radici nel laboratorio teatrale creato nel 2022 dal regista G. Sciacca, grazie all’iniziativa dell’amministrazione comunale di San Lucido e dell’assessore alla Cultura Floriana Chiappetta. Costituitasi come associazione nel 2024, Cilla Giovani si è distinta con spettacoli originali che spaziano dalla commedia brillante alla satira storica fino al teatro civile, affrontando temi importanti come la Shoah con Briciole di Luce, dedicato alla figura del questore Giovanni Palatucci.
Con l’elezione di Annalisa Crispino alla presidenza, nel febbraio 2026, l’associazione ha rafforzato ancora di più la propria missione: fare del teatro uno spazio di crescita, incontro e formazione per le nuove generazioni. Una sfida non semplice in un’epoca dominata dai social e dall’intrattenimento digitale, ma che il gruppo affronta con entusiasmo, coinvolgendo giovani attori under 30 e proponendo spettacoli capaci di parlare a un pubblico sempre più ampio.
L’estate 2026 vedrà Cilla Giovani protagonista di numerosi appuntamenti tra spettacoli, reading e iniziative culturali, con la commedia brillante Fuga in Do di Petto della scrittrice Laura Salvoro, occasione per confermare uno stile teatrale dinamico, coinvolgente e ricco di energia.
Abbiamo incontrato Annalisa Crispino per parlare del presente e del futuro di questa esperienza che dimostra come il teatro possa continuare a essere uno straordinario strumento di cultura, partecipazione e crescita civile.
A soli 24 anni sei diventata presidente di Cilla Giovani. Cosa ha significato per te assumere questa responsabilità e quale idea di teatro vuoi trasmettere alle nuove generazioni?
«Solitamente si dice che l’età sia solo un numero. In questo caso, invece, è stata, paradossalmente, un fardello in più. Prendere le redini di un’associazione teatrale a 24 anni spaventa. All’inizio ho sentito tutto il peso della responsabilità, ma ciò che mi ha spinto a continuare è stato il dovere che sento nei confronti di tutti gli altri ragazzi. Il loro talento, la loro passione e la nostra sincera amicizia mi hanno dato il coraggio necessario per condurre questa nave. Spero che i miei sforzi siano all’altezza delle loro aspettative. Vorremmo diffondere il teatro come strumento di conoscenza di sé e degli altri. E parlo al plurale perché la mia è solo una presidenza burocratica: per tutto il resto siamo una grande squadra. La nostra visione è semplice: il teatro ti mette a nudo, ti permette di conoscere ogni parte di te e, allo stesso tempo, ti insegna a empatizzare con il prossimo. Il teatro è sensibilità. Il teatro è umanità».
Oggi molti ragazzi sembrano lontani dal teatro. Quali iniziative state mettendo in campo per renderlo più vicino ai giovani e trasformarlo in un’esperienza capace di emozionare e coinvolgere?
«È una triste realtà che cerchiamo di contrastare, anzitutto mostrandone la bellezza. Abbiamo organizzato diversi laboratori teatrali che hanno avvicinato giovani e meno giovani, creando rapporti che probabilmente al di fuori del teatro non sarebbero mai nati. Ci piacerebbe entrare nelle scuole per non limitarci a parlare di teatro, ma soprattutto per farlo vivere ai ragazzi. C’è poi il tema della lingua. Oggi sono pochi i giovani che parlano davvero il vernacolo e questo rende più difficile avvicinarsi a un mondo nel quale tante compagnie storiche recitano esclusivamente in dialetto. Noi scegliamo di recitare in lingua proprio per coinvolgere le nuove generazioni e raggiungere un pubblico che vada oltre i confini della nostra provincia».
La compagnia ha già ottenuto importanti riconoscimenti nazionali, compreso il premio che hai ricevuto a Roma come Migliore attrice non protagonista. Quanto rappresentano questi successi per il percorso di Cilla Giovani e quanto vi incoraggiano a guardare ancora più lontano?
«I premi non sono tutto. Però, lasciatemelo dire, che orgoglio ottenere riconoscimenti prestigiosi dopo mesi di lavoro. Partecipare ai concorsi è una sfida soprattutto con noi stessi. Mettiamo sul tavolo tutto quello che abbiamo e solo alla fine scopriamo se siamo riusciti a trasmettere ciò che volevamo. Questo ci spinge a migliorare continuamente, ad affinare la tecnica e a regalare al pubblico spettacoli di qualità. Mi è capitato spesso di vedere alcuni dei ragazzi piangere dopo essersi immersi completamente nei loro personaggi. È la dimostrazione di quanto impegno, passione e dedizione mettiamo in ciò che facciamo».
Quest’estate porterete in scena Fuga in Do di Petto. Cosa troverà il pubblico in questo spettacolo e quali sono le caratteristiche che rendono unico il vostro modo di fare teatro?
«Questa è l’altra faccia della medaglia. Se prima parlavamo di amore, qui parliamo di divertimento puro. Con il testo di Laura Salvoro vogliamo regalare una serata di spensieratezza. La storia racconta di due ladri evasi che, per sfuggire alla polizia, trovano rifugio in un teatro e, per non farsi scoprire, si travestono da cantanti liriche francesi. Cosa dovete aspettarvi? Immaginate nove molle su un palco. Quelli siamo noi, in perenne movimento. Chi verrà a vederci non avrà il tempo di pensare ad altro se non a una domanda: “Ma cosa sta succedendo?”. Puntiamo tutto sul ritmo, inteso non come velocità, ma come perfetta gestione del tempo, dei movimenti e della suspense. Insomma, una vera montagna russa».
Guardando al futuro, quali sono i sogni e gli obiettivi di Cilla Giovani? Pensi che dalla Calabria possa nascere un movimento teatrale capace di valorizzare i giovani talenti e di affermarsi anche a livello nazionale?
«Puntare in alto è il nostro obiettivo. Abbiamo tanti sogni: vorremmo emergere in Calabria, ma anche a livello nazionale. Ci piacerebbe far crescere il gruppo, formando anche chi un giorno prenderà il nostro posto. Tra i progetti c’è quello di organizzare una rassegna teatrale tutta nostra, capace di far incontrare compagnie provenienti da tutta Italia e creare uno scambio di esperienze, una sorta di Erasmus del teatro. Personalmente credo che il potenziale di questa associazione sia davvero alto. Abbiamo solo bisogno di fiducia e di porte aperte. Datecele e faremo di tutto per dimostrare quanto possiamo dare».