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02/08/2026 ore 08.48
Meteo

Caldo record, la quarta ondata raggiunge il picco: in Calabria punte di 40 gradi, clima rovente ancora per giorni

Tra oggi e domani l’apice della nuova fiammata africana. Al Sud temperature mitigate sulle coste dalle brezze, ma nelle aree interne l’afa si farà sentire. Allerta per temporali lungo l'Appennino

di Redazione

La quarta ondata di calore dell'estate 2026 arriva al suo apice proprio tra oggi e domani, mentre la Calabria si prepara ad affrontare un'altra fase di temperature estreme, soprattutto nelle aree interne. Il caldo più intenso si concentra sulla Pianura Padana e sulle regioni centrali, ma anche il Mezzogiorno resta nella morsa dell'anticiclone africano, con valori che potranno superare i 40 gradi nelle zone lontane dall'influenza mitigatrice del mare.

Sulle coste calabresi le brezze potranno contenere almeno in parte la salita dei termometri. Diversa la situazione nelle aree interne, dove la colonnina di mercurio potrebbe raggiungere valori molto elevati. A rendere più difficile la situazione è anche il rischio incendi, particolarmente alto in una regione già alle prese con numerosi roghi.

Il picco del caldo tra oggi e domani

Ieri il termometro ha raggiunto i 41 gradi nel Ternano, confermando l'intensità della nuova fase africana. Il caldo dovrebbe attenuarsi soltanto lievemente nei prossimi giorni e accompagnare l'Italia almeno fino alla prossima settimana.

Il possibile cambio di scenario è atteso tra l'8 e il 10 agosto, quando potrebbero arrivare temporali localizzati. Una svolta che, tuttavia, non coinciderebbe necessariamente con un immediato sollievo: l'arrivo delle precipitazioni potrebbe infatti aumentare l'umidità e rendere ancora più pesante la sensazione di afa.

Secondo le previsioni, per una conclusione più netta della fase torrida potrebbe essere necessario attendere almeno Ferragosto.

Calabria, il mare attenua il caldo ma non nelle aree interne

Il «cuore caldo» dell'ondata è posizionato soprattutto tra Pianura Padana e Centro Italia. Nel Mezzogiorno il mare e le brezze costiere potranno offrire una parziale mitigazione, ma non saranno sufficienti a proteggere dalle temperature elevate le zone più lontane dalla costa.

La Calabria, dunque, potrebbe vivere una situazione a due velocità: condizioni relativamente più sopportabili lungo i litorali e caldo intenso nelle aree interne, dove non sono escluse punte di 40 gradi.

Una dinamica particolarmente importante anche per il rischio incendi. Dopo settimane caratterizzate da roghi e interventi dei soccorritori, il caldo intenso e la vegetazione secca continuano a rappresentare una combinazione potenzialmente pericolosa.

Temporali sull'Appennino, allerta anche in Calabria

Il paradosso di questa fase meteorologica è che al caldo estremo si affianca una crescente instabilità. Il Mediterraneo ha accumulato una quantità enorme di energia e le temperature superficiali del mare hanno raggiunto valori eccezionalmente elevati, in alcuni casi superiori ai 30 gradi.

«Tutto questo calore in eccesso si trasformerà in carburante per l'instabilità atmosferica», spiega Lorenzo Tedici, meteorologo di iLMeteo.it, secondo cui nei prossimi giorni saranno possibili temporali pomeridiani soprattutto nelle zone montuose delle Alpi e degli Appennini.

La Protezione civile ha previsto un'allerta gialla per possibili nubifragi lungo la fascia appenninica che dall'Umbria arriva fino alla Calabria e nelle aree interne della Sicilia.

Il rischio, quindi, è quello di una situazione apparentemente contraddittoria: temperature elevate e condizioni favorevoli agli incendi possono convivere con improvvisi temporali localmente intensi, soprattutto nelle aree montuose.

Il Mediterraneo sempre più caldo

Alla base dell'attuale situazione ci sono due fattori principali. Il primo è la presenza sempre più frequente dell'anticiclone africano, che secondo i climatologi ha ormai assunto un ruolo strutturale nella stagione estiva italiana, sostituendo sempre più spesso il più mite anticiclone delle Azzorre.

Il secondo è il progressivo riscaldamento del Mediterraneo. Le acque superficiali hanno raggiunto temperature elevatissime e il calore accumulato dal mare rappresenta una riserva di energia per l'atmosfera.

Il risultato è una combinazione di caldo persistente, umidità crescente e possibilità di fenomeni temporaleschi improvvisi.

Il caldo e il rischio incendi

Riguardo al rischio di incendi boschivi il quadro nazionale resta preoccupante: in Sicilia è stata diramata un'allerta arancione per il rischio incendi, mentre in Emilia-Romagna è attivo il preallarme in diverse aree.

Una situazione che richiama da vicino quella calabrese, dove nelle ultime settimane gli interventi contro i roghi hanno impegnato senza sosta Protezione civile, vigili del fuoco e volontari.

Il caldo non dà tregua alle città

L'ondata di calore sta avendo effetti pesanti anche nei centri urbani. Dei 27 capoluoghi monitorati dal ministero della Salute per i rischi legati alle alte temperature, oggi 23 sono contrassegnati dal bollino rosso (per Reggio Calabria il bollino è arancione). Domani saranno 25, il numero più alto raggiunto nel corso dell'estate.

Le isole di calore urbane possono registrare temperature superiori anche di 3-5 gradi rispetto alle aree verdi circostanti. Un problema particolarmente delicato per anziani, bambini e persone fragili, ma anche per chi lavora all'aperto.