Sezioni
Edizioni locali
20/01/2026 ore 09.43
Meteo

Cicloni mediterranei, il volto tropicale del Mare Nostrum: da Ianos a Harry, le facce (e i danni) del maltempo estremo

Dal 2020 a oggi, i medicanes hanno causato vittime e disagi ingenti in Grecia, Sicilia e Libia, con piogge eccezionali e allagamenti diffusi. Il riscaldamento del Mediterraneo stia alimentando fenomeni che una volta erano rari

di Redazione Attualità

Non solo Harry che, dalla notte di ieri, sferza Calabria, Sicilia e Sardegna con venti, mareggiate e piogge. Negli ultimi anni il Mediterraneo ha mostrato sempre più spesso il suo volto tropicale. I cosiddetti cicloni mediterranei, noti anche come medicanes, hanno colpito diverse aree del bacino con piogge torrenziali, venti violenti e mareggiate, lasciando dietro di sé vittime, distruzione e interrogativi sul futuro climatico della regione.

Uno degli eventi più drammatici è stato il ciclone Ianos, che nel settembre 2020 ha investito la Grecia occidentale. Raffiche oltre i 120 km/h, piogge eccezionali e allagamenti diffusi causarono la morte di almeno quattro persone e danni ingenti a infrastrutture, abitazioni e coltivazioni. Ianos rappresentò uno dei medicanes più intensi mai osservati nel Mar Ionio.

Maltempo record, Calabria sotto la pressione del ciclone Harry: a Catanzaro una frana isola sette famiglie – VIDEO

Nel novembre 2021 fu la Sicilia a fare i conti con una fase di maltempo estremo associata a un ciclone mediterraneo che colpì in particolare l’area orientale dell’isola. A Catania caddero oltre 400 millimetri di pioggia in poche ore, un quantitativo paragonabile a quello di mesi interi. Strade trasformate in fiumi, auto trascinate via dall’acqua e due vittime resero quell’evento uno dei più gravi degli ultimi decenni per l’isola.

Nel settembre 2023 il ciclone Daniel mostrò come questi fenomeni possano avere effetti devastanti anche oltre i confini europei. Dopo aver interessato Grecia e Turchia, Daniel raggiunse la Libia orientale, dove piogge eccezionali provocarono il collasso di due dighe nella città di Derna. L’ondata di piena causò migliaia di morti e dispersi, trasformando l’evento in una delle peggiori catastrofi naturali del Mediterraneo moderno.

Più recentemente, nel 2024 e 2025, diverse perturbazioni con caratteristiche simil-tropicali hanno colpito l’Italia meridionale, in particolare Calabria, Sicilia e Ionio. Venti di burrasca, mareggiate e piogge intense hanno provocato frane, smottamenti, interruzioni della viabilità e danni alle reti elettriche, confermando una tendenza ormai ricorrente.

Il ciclone Harry verso la Calabria: aggiornamenti ora per ora fino al culmine della burrasca peggiore degli ultimi 20 anni

Gli esperti sottolineano come il riscaldamento delle acque del Mediterraneo giochi un ruolo chiave nello sviluppo di questi sistemi. Sebbene i medicanes restino fenomeni meno potenti rispetto agli uragani tropicali, il loro impatto può essere comunque devastante, soprattutto in territori fragili e densamente urbanizzati.

I cicloni mediterranei non sono più eventi rari o eccezionali, ma segnali evidenti di un clima che cambia. Un’evoluzione che impone maggiore attenzione alla prevenzione, alla pianificazione territoriale e alla cultura del rischio, perché il maltempo estremo, nel Mediterraneo, è ormai una realtà con cui fare i conti.

?>