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20/05/2026 ore 11.42
Meteo

Radar di Pettinascura fermo da cinque mesi, Calabria senza occhi sul maltempo

Il guasto dell’impianto di Longobucco priva gran parte della regione di uno strumento essenziale per il monitoraggio in tempo reale di piogge intense e temporali, con ripercussioni anche sul sistema di allerta.

di Salvatore Lia

Cinque mesi. Questo è il periodo durante il quale gran parte della nostra Regione è rimasta oscurata dal punto di vista meteorologico. Poco dopo il transito del ciclone Harry, il radar di Pettinascura è andato fuori uso proprio nel periodo in cui avrebbe dovuto rappresentare il pilastro della meteorologia in tempo reale. Dopo Harry, infatti, la Calabria è stata interessata da altri cicloni, come Ulrike, Nils ed Erminio, che hanno causato ingenti danni e precipitazioni molto abbondanti.

Il radar rappresenta una componente fondamentale del sistema di allertamento della Protezione Civile, in quanto consente di effettuare previsioni a brevissimo termine, essenziali per diramare allerte rapide. Mentre noi meteorologi ci basiamo sui modelli previsionali per individuare l’arrivo delle perturbazioni, il radar permette di identificare con precisione il punto in cui una precipitazione intensa colpirà nell’arco di 15-30 minuti.

Cos’è un radar meteorologico

Per chi non lo sapesse, anche se ne abbiamo già parlato diverse volte, il radar meteorologico è uno strumento in grado di rilevare pioggia, neve e tutti i tipi di idrometeore, calcolandone l’intensità e la posizione esatta. Per svolgere questa funzione, il radar è composto da un trasmettitore che genera l’impulso elettromagnetico, un ricevitore che elabora il segnale di ritorno e un’antenna parabolica che costituisce l’interfaccia tra gli apparati e l’atmosfera, con il compito di focalizzare il fascio trasmesso e intercettare quello ricevuto.

Le onde inviate dal radar vengono retrodiffuse dai bersagli meteorologici, come pioggia, grandine e neve, mentre il debole segnale di ritorno viene elaborato per restituire l’intensità della precipitazione osservata. In realtà, il radar non è in grado di individuare il segnale di ritorno di una singola idrometeora, ma riceve quello di tutte le idrometeore presenti all’interno di un volume la cui dimensione varia in base alla distanza dal radar.

Il radar di Pettinascura

Nel nostro caso, il radar in questione è quello di Pettinascura. Si trova nel comune di Longobucco, a circa 1.700 metri di altitudine, e grazie alla sua posizione il suo raggio d’azione garantisce un monitoraggio costante su gran parte della Calabria, ma anche su porzioni di Basilicata, Puglia e Campania.

In particolare, le aree interessate comprendono l’intero territorio delle province di Cosenza, Crotone e Catanzaro, la punta dello stivale corrispondente al territorio leccese, l’area centro-meridionale della Basilicata e la parte meridionale del Parco Nazionale del Cilento, in Campania.

Ad oggi, il radar di Pettinascura sarebbe l’unico radar non funzionante in tutta Europa. Per questo chiediamo spiegazioni chiare sulle cause del disservizio e sui tempi necessari per il ripristino di uno strumento così importante.

Ci avviamo, infatti, verso la stagione dei temporali di calore pomeridiani, fenomeni tra i più intensi ma anche tra i più localizzati. Ed è proprio in questi casi che il radar diventa indispensabile, perché solo questo strumento può identificare con precisione la formazione del temporale, la sua intensità e il suo spostamento.