Aeroporto dello Stretto, il rilancio del Tito Minniti simbolo di una Reggio Calabria che guarda all’Europa
Dalla visione politica agli investimenti infrastrutturali: la nuova aerostazione segna una svolta per turismo, sviluppo e connessioni nel Sud
Ci sono opere pubbliche che nascono dai finanziamenti.
E poi ce ne sono altre che nascono molto prima, dalla visione, dalla programmazione e dalla volontà di non arrendersi all’idea che un territorio debba restare isolato.
Il nuovo volto dell’Aeroporto dello Stretto di Reggio Calabria appartiene probabilmente a questa seconda categoria.
Per anni il Tito Minniti è stato raccontato come uno scalo destinato al ridimensionamento, un aeroporto difficile, complicato, per molti addirittura impossibile da rilanciare.
Eppure, passo dopo passo, qualcosa è cambiato.
Attraverso una lunga attività istituzionale, investimenti infrastrutturali, interlocuzioni nazionali e il lavoro portato avanti da Regione Calabria, SACAL, ENAC e dalla rappresentanza politica del territorio, l’aeroporto è riuscito lentamente a tornare al centro delle strategie di sviluppo del Mezzogiorno.
L’arrivo delle nuove rotte Ryanair ha rappresentato la svolta più evidente.
Ma dietro tutto questo c’è stato soprattutto un cambio di visione.
L’idea che Reggio Calabria non dovesse più essere considerata una periferia geografica, ma una porta strategica del Mediterraneo e dello Stretto.
Molti oggi vedono il risultato finale.
Pochi ricordano quanto lunga e complicata sia stata la salita.
Perché il rilancio dell’aeroporto non nasce in qualche mese.
Nasce da anni di lavoro politico e istituzionale, da tavoli romani, da interlocuzioni tecniche, da investimenti e da una presenza costante sui grandi dossier infrastrutturali del territorio.
Oggi Reggio Calabria ha finalmente un aeroporto moderno, competitivo e proiettato verso l’Europa.
Uno scalo che fino a poco tempo fa sembrava destinato lentamente a spegnersi.
E invece oggi si parla di nuove rotte internazionali, crescita del turismo, investimenti, lavoro, sviluppo dello Stretto e nuove opportunità economiche per l’intera area metropolitana.
Dietro tutto questo non c’è soltanto un’infrastruttura.
C’è un’idea diversa di futuro.
Perché un aeroporto non significa soltanto voli.
Significa connessioni, movimento, attrattività e possibilità di far arrivare imprese, studenti, turismo e investimenti.
Ed è proprio per questo che l’inaugurazione della nuova aerostazione assume un valore che va oltre il semplice taglio del nastro.
Rappresenta il simbolo di una città che prova a rialzarsi e a riprendersi una centralità che per troppo tempo sembrava perduta.
In questo percorso il contributo della politica nazionale e regionale è stato determinante, così come il lavoro di chi, negli anni, ha continuato a credere nella possibilità di rilanciare lo scalo anche quando in molti erano scettici.
Tra questi anche il deputato Francesco Cannizzaro, che negli anni ha seguito pubblicamente il dossier aeroporto sostenendo la necessità di investire sul Tito Minniti come infrastruttura strategica per il futuro di Reggio Calabria.
Un lavoro politico e istituzionale che si è intrecciato con quello del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, all’interno di una sinergia che negli ultimi anni ha prodotto risultati concreti sul sistema aeroportuale calabrese.
Oggi però, al di là delle appartenenze politiche e delle campagne elettorali, il dato più importante resta probabilmente un altro: Reggio Calabria torna finalmente ad avere un aeroporto che può davvero diventare motore di sviluppo, turismo ed economia per un’intera area del Sud Italia.