Dalle radici del silenzio nasce la forza di un popolo
Il viaggio tra Canada e Stati Uniti diventa l'occasione per incontrare i nuovi consultori della Consulta dei Calabresi nel Mondo, chiamata finalmente a ripartire dopo anni di attesa. Uno strumento in più per rinsaldare un legame che non si è mai spezzato, affinché diventi mezzo di partecipazione, ma anche di promozione della nostra identità, del nostro Made in Calabria
Arthur Schopenhauer scriveva: «Dall’albero del silenzio pende il suo frutto, la pace.» Un pensiero che, oggi più che mai, ci invita a riflettere. Viviamo nell’epoca del rumore, delle reazioni immediate, delle parole che spesso precedono i pensieri. Eppure, è proprio nel silenzio che l’uomo ritrova la sua dimensione più autentica, quella capace di dare equilibrio, forza e direzione al proprio cammino.
Ma il silenzio non è sempre lo stesso. Esiste un silenzio subito, quello imposto dalla paura, dalla rassegnazione o dalla rinuncia, che finisce per diventare una sopraffazione del proprio io e che, proprio per questo, va combattuto. Ed esiste un silenzio scelto, che è tutt’altra cosa: è il tempo dell’attesa, della riflessione, della capacità di non rispondere alle provocazioni, di ascoltare prima di giudicare, di custodire le proprie energie per trasformarle in azioni. È questo il silenzio che genera pace interiore e prepara le vittorie più importanti.
Ed è forse proprio questa la lezione che sto ritrovando nel viaggio che mi sta portando in questi giorni tra Vancouver, Toronto e New York, per incontrare o rappresentanti delle camere di commercio americane di Toronto e Vancovuer e presentare i nuovi Consultori che prenderanno parte all’Assemblea della Consulta dei Calabresi nel Mondo, chiamata finalmente a ripartire dopo anni di attesa. Un traguardo di cui sono fiero e orgoglioso, costruito insieme ai consultori, alle associazioni e a tutti coloro che hanno creduto nella forza di questo progetto.
In ogni incontro ritrovo uomini e donne che hanno fatto del silenzio una scelta di vita. Il silenzio della partenza, quando si lascia la propria terra con il cuore colmo di speranze. Il silenzio del sacrificio quotidiano, affrontato senza cercare applausi. Il silenzio del guerriero che prende fiato prima della battaglia, consapevole che saranno il lavoro, la determinazione e la dignità a parlare per lui.
I calabresi nel mondo quella battaglia la vincono ogni giorno. Basta guardarli negli occhi, ascoltare il loro entusiasmo, respirare il loro amore viscerale per la Calabria. Un legame che non si è mai spezzato e che oggi vogliamo rendere ancora più forte attraverso la Consulta, affinché diventi uno straordinario strumento di partecipazione, ma anche di promozione della nostra identità, del nostro Made in Calabria, delle nostre eccellenze e del nostro brand nel mondo.
Il viaggio continua. E ad ogni tappa cresce in me una convinzione: le comunità più forti non sono quelle che fanno più rumore, ma quelle che sanno custodire i propri valori, trasformando il sacrificio in opportunità e il silenzio in forza morale. Perché, come ci insegna Schopenhauer, è dalle radici del silenzio che maturano i frutti più preziosi. E quei frutti hanno il volto dei calabresi nel mondo.