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14/02/2026 ore 14.00
Opinioni

Dillo con un bicchiere d’acqua: l’amore nella società liquida

La festa di San Valentino diventa l’occasione per riflettere sulle relazioni amorose nella nostra società attraverso il pensiero del sociologo Zygmunt Bauman.

di Costanza Morreale

“A San Valentino dillo con un bacio” era lo slogan di uno spot pubblicitario di una nota azienda italiana che invitava a regalare i suoi cioccolatini alla persona amata come simbolo del proprio amore. Di questi tempi, però, più che con un cioccolatino, si potrebbe simbolicamente parlare del proprio rapporto con un bicchiere d’acqua.

Che significa? Facciamo riferimento a un’espressione molto fortunata ed eloquente che il noto sociologo Zygmunt Bauman (1925-2017) utilizza per spiegare la società post-novecentesca. L’espressione in questione è quella di “società liquida”: il riferimento è allo stato liquido della materia, che implica fluidità, movimento e mancanza di forma fissa. Una società in cui i percorsi sono reversibili e si cambia frequentemente lavoro, città, casa, e in cui mancano punti di riferimento rigidi. Questo modello si oppone a quello precedente della “società solida”, caratterizzata da strutture rigide e forme fisse.

Il primo testo in cui Bauman teorizza questa distinzione è Liquid Modernity, edito nel 2000; da lì sviluppa un’analisi che indaga ciascun aspetto della società sotto questa lente. Non stupisce che Bauman abbia dedicato un volume proprio a uno degli aspetti più importanti della vita di ciascuno: i legami interpersonali. Il testo in questione è “Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi”, un titolo inequivocabile per chi conosce l’autore, con un sottotitolo che è già tutto dire. Pubblicato nel 2003, è uno di quei libri che invecchiano bene, poiché la percezione comune nota una sempre maggiore disgregazione e precarietà dei rapporti, descritta da Bauman.

Non si tratta solo dei rapporti interpersonali, ma in particolare del legame amoroso. Bauman osserva che non esistono più ruoli predefiniti o il “finché morte non vi separi”, ma vige piuttosto l’apertura a un mondo di possibilità che porta con sé la cifra dolceamara di libertà e precarietà insieme.

Bauman ritiene che nella società liquida ci si approcci a un legame amoroso come a un bene di consumo; infatti scrive: “E così è infatti, in una cultura consumistica come la nostra, che predilige prodotti pronti per l’uso, soluzioni rapide, soddisfazione immediata, risultati senza troppa fatica, ricette infallibili, assicurazione contro tutti i rischi e garanzie del tipo «soddisfatto o rimborsato». Quella di imparare l’arte di amare è la promessa (falsa, ingannevole, ma che si spera ardentemente vera) di rendere l’«esperienza dell’amore» simile ad altre merci, che attira e seduce sbandierando tutte queste qualità e promettendo soddisfazioni immediate e risultati senza sforzi.” (Bauman, Z., Amore liquido, Laterza, Bari-Roma, 2017, p. 20).

Tuttavia, la dinamica amorosa dovrebbe distinguersi da quella consumistica perché, se quest’ultima è desiderio di appropriazione, la prima è desiderio di prendersi cura. Bauman è chiaro: “Mentre il principio del togliersi-le-voglie è inculcato a fondo nella condotta quotidiana dai poteri forti del mercato dei beni di consumo, il coltivare un desiderio sembra inquietantemente, inopportunamente, fastidiosamente propendere dalla parte dell’impegno amoroso” (Ibidem, p. 26).

L’uomo tipo della società liquida è l’uomo senza legami. Da questo punto di vista, la lettura della società appare inevitabilmente triste e malinconica. Ma Bauman non assume mai un tono apocalittico. Infatti, la liquidità dei legami ha portato anche maggiore inclusione e accettazione di rapporti non conformi agli schemi rigidi del passato, oltre alla possibilità di annullare legami affettivi che si sviluppavano in forme violente o irrispettose dentro le mura domestiche. La mancanza di una legge sul divorzio oggi sarebbe inconcepibile e vista come un ostacolo ai nostri diritti. Accumulare diverse conoscenze, poi, non significa necessariamente essere vuoti emotivamente.

Insomma, possiamo parlare simbolicamente dell’amore con un bicchiere d’acqua, ma poi sta a noi decidere se vederlo mezzo pieno o mezzo vuoto.

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