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17/05/2026 ore 14.08
Opinioni

Forza Italia blinda l’asse Tajani-Occhiuto-Cannizzaro: la Calabria diventa il laboratorio politico degli azzurri

Dal congresso di Lamezia emerge una nuova centralità politica della regione nel partito. Vicepremier, governatore e segretario regionale disegnano un asse liberale e riformista che punta a influenzare il centrodestra nazionale

di Franco Gemoli

Non è stato soltanto un congresso regionale. Quello celebrato oggi al Palazzetto dello Sport di Lamezia Terme è apparso sempre di più come una vera investitura politica della Calabria dentro i nuovi equilibri nazionali di Forza Italia.
Antonio Tajani, Roberto Occhiuto e Francesco Cannizzaro hanno parlato linguaggi diversi, ma perfettamente complementari.
Ed è proprio nell’intreccio delle loro parole che emerge il dato politico più rilevante della giornata: la Calabria viene ormai considerata dai vertici azzurri come il laboratorio più avanzato del nuovo corso liberale e riformista del partito fondato da Silvio Berlusconi.
La conferma unanime di Francesco Cannizzaro alla guida regionale di Forza Italia assume così un significato che va ben oltre la dimensione territoriale.
È la certificazione di un equilibrio politico costruito negli ultimi anni attorno a tre figure che oggi rappresentano tre livelli diversi ma integrati del potere azzurro.
Antonio Tajani incarna la dimensione nazionale e istituzionale del partito.
Roberto Occhiuto quella amministrativa e di governo.
Francesco Cannizzaro quella organizzativa ed elettorale. Tre piani che ormai sembrano dialogare stabilmente
Non a caso Tajani ha scelto parole dal forte peso politico.
«La Calabria è un modello virtuoso, qui c’è una classe dirigente che funziona», ha dichiarato il segretario nazionale azzurro, rivendicando anche la trasformazione di Forza Italia in un partito dove “ogni iscritto conta”.
Parole che rappresentano molto più di un semplice omaggio congressuale.
Sono il riconoscimento esplicito del peso che la Calabria ha assunto dentro Forza Italia nazionale.
E il protagonista politico di questa crescita, almeno sul piano dell’organizzazione territoriale, è proprio Francesco Cannizzaro.
Il deputato reggino, rieletto segretario regionale con una mozione unitaria, ha scelto un tono fortemente identitario e comunitario nel suo intervento davanti alla platea azzurra.
«Sono particolarmente emozionato. Guardarvi da qui è un’emozione straordinaria, bellissima. La vostra presenza per noi rappresenta il cuore pulsante del nostro movimento politico», ha dichiarato Cannizzaro aprendo il congresso.
Parole che raccontano il rapporto costruito negli anni con la base del partito e con la classe dirigente territoriale.
Un modello organizzativo che oggi rappresenta uno dei principali punti di forza di Forza Italia in Calabria.
«Per noi questo è motivo di orgoglio, senso di appartenenza a questa famiglia. In Calabria Forza Italia ha una straordinaria famiglia», ha aggiunto il parlamentare reggino, ringraziando dirigenti, amministratori e vertici nazionali del partito.
Dietro il tono emotivo del discorso di Cannizzaro si legge però anche una precisa strategia politica: consolidare l’immagine di una Forza Italia compatta, radicata e strutturata territorialmente.
Un lavoro che Tajani ha pubblicamente riconosciuto, arrivando persino a citare l’impegno del deputato reggino sul dossier aeroporto di Reggio Calabria come esempio concreto di politica legata allo sviluppo del territorio.
Ma è soprattutto Roberto Occhiuto a lanciare il messaggio più politico dell’intera giornata.
Il governatore calabrese non si limita infatti a rivendicare i risultati ottenuti alla guida della Regione.
Fa qualcosa di diverso: prova a proporre una nuova identità culturale per il centrodestra italiano.
Quando parla di un centrodestra che rischia di apparire “ingiallito” o “ostaggio delle corporazioni”, Occhiuto apre un tema nazionale delicatissimo.
E lo fa indicando la Calabria come esempio di riformismo concreto.
Il presidente della Regione rivendica apertamente le riforme realizzate in questi anni: sistema idrico, rifiuti, consorzi di bonifica, governance pubblica.
«Ogni volta ci sono state impopolarità e resistenze, ma erano riforme necessarie», sottolinea.
È qui che nasce il cosiddetto “modello Calabria” evocato da Occhiuto.
Un metodo politico fondato sulla capacità di assumersi il costo delle decisioni per modernizzare la macchina amministrativa.
Ma il governatore spinge il ragionamento anche oltre.
Chiede infatti un centrodestra più liberale sui diritti civili, più aperto al riformismo economico e meno condizionato dalle resistenze corporative.
Un messaggio che Tajani sembra condividere pienamente.
Non a caso il vicepremier ribadisce la necessità di creare condizioni affinché «i calabresi possano eccellere nella loro terra», citando export, infrastrutture, Zes unica e aeroporti come pilastri della nuova strategia di crescita del Sud.
Dentro questo quadro, la Calabria smette di essere periferia politica del centrodestra e diventa terreno di sperimentazione politica.
Ed è forse questo il vero dato emerso dal congresso di Lamezia Terme: Forza Italia prova a ripartire dal Sud, dalla Calabria e dall’asse Tajani-Occhiuto-Cannizzaro per rilanciare la propria identità liberale dentro la coalizione guidata da Giorgia Meloni.