Il caso Roggero e il dibattito sulla legittima difesa: così le narrazioni strumentali uccidono il sapere
L'avvio della procedura di grazia per il gioielliere, promosso dal ministro Nordio, rappresenta, un'invasione delle prerogative del presidente della Repubblica e uno degli errori costituzionali più gravi del Governo
Una lettura frettolosa degli accadimenti non coglie i risvolti. Si rimane in superficie in una monotona rassegnazione. Nessuna curiosità.
Più c’è tortuosità e illogicità nella narrazione, maggiore e’ il convincimento che il groviglio degli interessi è enorme e avere la verità e’ un sogno.
I commenti senza la pacatezza si trasformano in narrazioni strumentali che uccidono il sapere e dissipano patrimoni culturali.
La vicenda di Roggero, una tragedia variamente interpretata.
L’iniziativa di avviare la procedura della concessione della grazia al gioielliere, vittima di una rapina, che aveva inseguito i tre giovani rapinatori, uccidendone due e ferendone il terzo, da parte del ministro guardasigilli Nordio su imput dello stesso presidente del consiglio, senza attendere il deposito della sentenza definitiva,invadendo le prerogative del presidente della repubblica, è uno dei tanti strafalcioni costituzionali di questo ministro e di questo governo.
I giudici hanno ritenuto nei due gradi di giudizio di merito e in quello di legittimità che non ci fosse legittima difesa nella reazione di Roggero, emettendo sentenza di condanna per omicidio volontario.
Tante interpretazioni hanno tenuto campo. Tutte legittime.
Molte le posizioni a confronto.
I paletti della legislazione vigente in materia di legittima difesa sono stati contestati da una maggioranza, che avrebbe potuto legiferare nel rispetto della dottrina giuridica, senza sostanziali stravolgimenti e allargamenti, alcuni già varati nel 2019, ma non l’ha fatto.
Per alcuni giorni i servizi degli organi d’informazione su questa vicenda hanno oscurato le notizie di guerre e preoccupante instabilità planetaria .
Non biasimo l’attenzione su una storia drammatica anzi… Avverto fastidio per la strumentalizzazione, complice l’ approssimarsi delle politiche e della gara nel centro destra. Vannacci ha creato sbandamento a destra con le sue posizioni estreme, facendo dismettere alla Meloni gli abiti della moderazione indossati per dovere di “status “per inseguire il generale a destra.
Così anche Salvini che non ha bisogno di dismettere nessuno abito ma usare quelli che indossa.
Il “rigore” della destra ritrova dimensione condannando la magistratura, blandita assieme alla sinistra quando distribuiva a democristiani e progressisti avvisi di garanzia, molti rimasti senza seguito.
Fa senso che il caso Roggero sia usato strumentalmente per interessi diversi da quelli ostentati.
La invasione di campo delle prerogative del presidente della repubblica da parte del presidente del consiglio e del ministro della giustizia e’ gravissima.
La rinuncia alla responsabilità di garantire la Costituzione impone reazioni vere, non solo quelle di una opposizione che porta il gravame di contraddizioni e di scelte illiberali.
Forza Italia in queste ore non sembra inseguire in tutto i suoi alleati.
Ha scoperto che l’estremismo non paga e che una posizione liberale moderata potrebbe rompere artifici che stanno portando il nostro paese lontano dalla democrazia e libertà. Deve comunque fare una scelta di campo;
O occupa con tante forze moderate cattoliche e progressiste lo spazio incustodito del centro, per ritrovare la politica smarrita nei meandri informi dí tanti trasformismi, oppure vivacchia come partito che sopravvive non per i progetti, ma per una disponibilità economica che mortifica la politica.
Mattarella, persona degnissima che onora il Paese, ha difeso la Costituzione impedendo, che le sue prerogative fossero manomesse con l’improvvida decisione di Nordio.
Oggi c’è un pericolo maggiore. La legge elettorale abbatte, introducendo surrettiziamente il premierato, la repubblica parlamentare e al capo dello Stato viene sottratto di fatto il potere di nomina del Presidente del Consiglio.
Oggi è tempo di contrastare disegni eversivi usando le armi della fermezze.
Non ci sono in palio interessi di poco conto.
È la Costituzione repubblicana in discussione.
Ogni intervento è dovuto per respingere il tentativo di assestare il colpo senza ritorno alla nostra democrazia!