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07/07/2026 ore 09.46
Opinioni

Il disegno oltre la follia: cosa c’è dietro le mosse di Donald Trump

Dallo smantellamento della Nato alle chiavi di Hormuz consegnate all’Iran, i comportamenti del presidente Usa nascondono in realtà obiettivi razionali seppur spregiudicati. E c’entra l’Europa

di Vincenzo Belvedere

"C’è un disegno in quella pazzia" pensava Polonio a proposto della follia di Amleto e forse è ciò che si può pensare anche del comportamento di Trump.

In questi due anni di Presidenza ha praticamente smantellato la Nato, lasciando campo libero alle velleità imperiali di Putin in Europa. Ha sostenuto la "soluzione finale" di Netaniahu con gli Ayatollah persiani, per poi accettare una sostanziale "vittoria" del regime persiano a cui ha consegnato le chiavi di Hormuz , spaventando tutti gli alleati petroliferi del Golfo che ora sanno quanto siano inutili le basi militari concesse all'America.

Tutto questo pare non avere senso e frutto di Megalomania in età senile. E certamente in parte lo è, visti i risultati ottenuti.

Ma forse si possono intravedere obbiettivi razionali, pur spregiudicati, in questa follia.

Il debito americano (40.000 mld) e i fabbisogni finanziari delle grandi imprese tecnologiche necessitano che il copioso risparmio europeo continui ad affluire a Wall street. Per questo l’America deve mantenere gli Stati europei nel rango di Province autonome dell'Impero, senza una propria moneta, sganciata dal dollaro, il che potrebbe avvenire solo se gli Stati dessero vita ad una vera federazione politica.
In effetti Trump ed il suo staff hanno sostenuto tutti i leader (o partiti) che sono contrari alla Unione politica (o comunque ad iniziative che vanno in tal senso, vedi esercito europeo).

Per questo Trump ha sostenuto Orban, Fico, AFD, e... la Meloni, ritenuta utile al disegno. Nel contempo gli è utile anche la minaccia di Putin, purché resti minaccia. Il Donbass val bene una mini vittoria che lascia Putin sopravvivere ma con pretese ridotte, e nemico dell'Europa.

Grande è stata la delusione quando ha scoperto che Meloni stava giocando al contrario. Strumentalizzava l'amicizia con Trump per darsi un ruolo in Europa, che il peso della piccola e indebitata Italia non gli conferiva.

In effetti Meloni pensava di essere in grado di addomesticare e strumentizzare la Tigre,
ed ha sbagliato.
Ora Trump cercherà un nuovo "rappresentante" della sua politica in Italia.
Aveva prima investito su Giuseppi, poi su Giorgia, ora il candidato giusto potrebbe essere Vannacci. Gode già della fiducia di Putin…