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02/09/2026 ore 14.32
Opinioni

Il paradosso del ceto medio: quando mandare i figli a scuola diventa un lusso

ISEE sopra i 20mila euro, bonus quasi inaccessibili e costi scolastici sempre più pesanti: tra libri, bollette e scuole inadeguate, il diritto allo studio rischia di diventare un privilegio

di Carmine Quercia

Milioni di famiglie italiane vivono intrappolate in un paradosso crudele. Con un ISEE superiore a 20.000 euro, si ritrovano escluse da quasi tutte le agevolazioni e i bonus nella maggior parte delle regioni, etichettate dallo Stato come "benestanti" mentre affrontano un carovita galoppante.

La spesa per l'istruzione pubblica ne è la prova più evidente. Mettere in cantiere l'acquisto dei libri di testo e del corredo richiede tra i 500 e i 700 euro a figlio, anche quando ci si affida al mercato dell'usato — ammesso di trovarlo e che le edizioni coincidano. Per un nucleo con due figli, la sola spesa scolastica arriva a prosciugare quasi un intero stipendio mensile.

Una pressione economica che si inserisce in un contesto generale di rincari pesantissimi, dalle bollette di luce e gas fino a un prezzo della benzina che ha toccato soglie record pari a 2,50 euro al litro. Di fronte a questo scenario, le risposte istituzionali appaiono spesso frammentate. Se da un lato in Calabria si sperimenta il "reddito di merito" per gli universitari, dall'altro emerge con urgenza la necessità di un'azione politica trasversale e bipartisan per sostenere l'intera filiera dell'istruzione.

Le criticità, del resto, non riguardano solo i costi a carico delle famiglie, ma anche le condizioni materiali degli edifici. Con le ondate di calore che rendono proibitive le aule, soprattutto al Sud, il ministro Valditara ha annunciato uno stanziamento di venti milioni di euro per il raffreddamento degli istituti. Divisi su circa 47.000 istituti scolastici italiani, tuttavia, i fondi si traducono in meno di 450 euro a plesso.

Una cifra simbolica, sufficiente a malapena per l'acquisto di un singolo climatizzatore per scuola.

Il diritto allo studio, solennemente sancito dalla Costituzione, rischia così di trasformarsi in un principio teorico, eroso dai costi vivi della didattica e dall'inadeguatezza delle infrastrutture.

Per scongiurare l'esclusione sociale del ceto medio, occorre che la politica si muova in fretta, ripensando i parametri d'accesso ai sostegni e varando misure strutturali in grado di alleggerire realmente il bilancio delle famiglie.