La voragine di oggi: Parlamento svuotato, istituzioni in crisi e una democrazia sempre più fragile
Dalla stagione del terrorismo alla politica di oggi, tra istituzioni deboli e confronto parlamentare di facciata. Meloni è salda al potere ma la stabilità non è sinonimo di buon governo: la garantiscono anche le dittature
Ritenevo di essere pessimista sulla tenuta delle istituzioni.
Avevo sperato che un residuale senso di responsabilità fermasse una corsa impazzita verso il vuoto di uno strapiombo non visto.
Gli scontri sulle scelte importanti non sono mai mancate.
La collocazione dell’Italia nell’area Occidentale non era messa in discussione, quando dopo il conflitto mondiale la guerra fredda divideva i paesi, allora alleati e in Italia un forte Partito comunista, legato all’Urss, creava non poche tensioni.
Il Piano Marshall e l’adesione alla NATO non furono scelte indolori, ma si realizzarono, nonostante alcuni tafferugli in piazza e in Parlamento.
Le mobilitazioni dei partiti, i confronti accesi erano i segni di un Paese che era vivo, ci si scontrava nelle piazze e nelle aule parlamentari, ma non capitolava e resisteva.
Il terrorismo fu sconfitto dalla politica non in disarmo, che trovò le energie per contrastare l’ eversione che aveva fatto scorrere il sangue innocente di tanti servitori dello Stato .
L’uccisione di Moro si abbattè come un ordigno ad alto potenziale.
I protagonisti, non tutti individuati,avevano puntato a dare il colpo di grazia alla libertà del nostro Paese. L’Italia,tenne perché il Paese ritrovò anche nel Parlamento ragioni per reagire suscitando solidarietà diffuse.
Ora il Parlamento è stato svuotato e i grandi movimenti culturali,di pensiero, di interessi reali sono un ricordo.
Un tempo ci si scontrava tra visioni contrapposte,tra progetti alternativi, oggi non ci sono le grande sfide, ma cumuli di interessi contrabbandati come generali che non riscaldano i cuori.
I sistemi elettorali hanno sottratto ai cittadini la scelta dei parlamentari, mentre le riforme elettorali delle autonomie locali hanno generato governatori di stampo sud americano e sindaci padroni reali, dove i consigli comunali e le assemblee regionali sono alle merce’ di un uomo solo al comando, mentre una sfiducia costruttiva avrebbe potuto assicurare agibilità democratica e partecipazione.
La stabilità non è sinonimo di buon governo.
Le dittature assicurano stabilità, soffocando dialettiche e restringendo spazi di conquiste civili.
Tutto questo per dire che il colpo di grazia al Parlamento è stato dato l’altro giorno, quando la maggioranza di governo ha respinto la richiesta della procura della repubblica di Roma, di utilizzare le chat dei colloqui tra l’ex sottogretario alla giustizia Dalmastro con Caroccia suo socio di fatto di un ristorante.
Caroccia è sospettato di essere il prestanome del clan mafioso Senise. Le belle anime della maggioranza, Dio, patria, famiglia, ordine, hanno blindato un personaggio che era stato obbligato a dimettersi proprio per le notizie devastanti sul suo conto.
Capire il ruolo di un Presidente della Camera sarà lasciato agli studiosi di personaggi inespressivi.
La lotta alla mafia si inabissa, così, in un mare di contraddizioni che peseranno sul futuro del Paese dove predominano vuoti e debolezze pericolose.
Non c’è maggioranza ma solo la sicumera di una premier altera, piegata ora da un generale, che solo per associazione di idee ci porta in Argentina ai tempi di Vileda, dimostrando come tutto era costruito sulla fragilità con compagni di viaggio senza sostanza.
Il campo largo dell’opposizione diviso sulla politica internazionale è un campo dei miracoli.
Il Pinocchio di Collodi riprende attualità e provoca chi ancora ha il “dono” di avvertire vergogna.
Certo non è fra questi il Ministro della giustizia il cui pensiero viene espresso in assoluta libertà.
Solo la Meloni bravissima è capace di capire ragionamenti incomprensibili ai più.
La voragine di oggi, nascosta anche dal cosiddetto mondo della cultura, deve spingere ora i tanti recalcitranti al coraggio dell’azione a ritrovare la forza per restituire onore al Paese che non merita il disdoro attuale.
Buone ferie e Buon Ferragosto.