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20/03/2026 ore 17.27
Opinioni

No a questa falsa riforma: non accelera i processi né garantisce una giustizia vera

Questa legge costituzionale non corrisponde alle attese dei cittadini: non evita cordate, non separa davvero le carriere e non garantisce equilibrio tra accusa e difesa

di Mario Tassone

La campagna referendaria per la separazione delle carriere dei magistrati volge a termine.
Una parte dell’elettorato si divide fra i Si e i No.
Solo una parte perché la stragrande maggioranza non è stata messa in condizione di avere una perfetta conoscenza dei quesiti referendari.
Molti speravano in una riforma della giustizia: una accelerazione dei processi,delle procedure meno farraginose,di certezze nel rispetto delle legge, che nel tempo si sono stemperate, il formarsi di fenomeni di autoreferenzialità, gli squilibri tra gli strumenti in possesso degli inquirenti rispetto al GIP, un giudice terzo non garantito nello svolgimento delle funzioni per i pochi mezzi a sua disposizione,un processo civile senza fine, di cui non si ha contezza delle ricadute economiche e civili,il superamento di grumi di poteri che si coprono col principio dell’indipendenza.
La legge di riforma costituzionale non corrisponde alle attese diffuse.
Più che di separazione di carriere è una separazione di funzioni per gran parte risolta della legge Cartabia.
Il problema è l’attribuzione della responsabilità degli uffici giudiziari.
Si intende superare le “trattative” fra le correnti dell’Associazione Magistrati sdoppiando i consigli superiori, per gli inquirenti e giudicanti, scegliendo i componenti per sorteggio .
Un vulnus grave al principio democratico delle elezioni.
Il sistema adottato non evita il formarsi delle cordate e delle forzature.

Era tanto difficile pensare a dei criteri puntuali per la nomina ai ruoli dirigenziali, garante il Presidente della Repubblica, presidente del Consiglio Superiore della magistratura?Con due Consigli Superiori i procuratori avranno più forza. Una vera riforma avrebbe dovuto prevedere per gli inquirenti un ordine speciale con le dovute garanzie e non farli rimanere nell’ordinamento della magistratura.
L’ Alta Corte disciplinare non separa nulla:giudica i magistrati ( inquirenti e giudicanti).
Si parla del sistema accusatorio violato nel principio valoriale da una maggioranza che impone al Parlamento una riforma costituzionale senza accogliere nemmeno la modifica di una virgola.
Invocare la parità tra accusa e difesa nei processi e poi agire non ha bisogno di commenti.
E poi assumere da parte della maggioranza di governo, come sponsor dei Si, Di Pietro,già icona della sinistra che lo stava santificando, e’ un oltraggio.
Di Pietro fu il torturatore degli imputati… altro che rispetto della difesa e dei principi di umanità.
Negli anni 50 chi estremizzava la campagna elettorale diceva che i comunisti avrebbero mangiato i bambini.
Una assurdità.
Oggi troviamo assurde le parole della Meloni che afferma che se vincono i No aumentano gli stupri, i delitti, i pedofilii ecc.
È un po’ troppo.
Io sono convinto che tanti che votano Si e No perseguono gli stessi obiettivi: una giustizia che è tale.
Sono convinto che bisogna votare No a una falsa riforma, che chiude le prospettive a una riforma vera. Non c’è proprio bisogno di un surrogato che non risolverebbe nulla, ma anzi aggraverebbe i problemi!