Normalizzare Reggio: dal Granillo all'acqua, la strada passa per l'Europa
Strumenti specifici permetterebbero al sindaco Cannizzaro di affrontare alcune tra le priorità annunciate nei suoi discorsi programmatici: dall’idrico alla competitività, ecco cosa può fare Bruxelles per la città dello Stretto
Sono settimane dense a Reggio Calabria. Il ritorno del grande calcio con l'arrivo di Lotito e la conferenza al Granillo, la nuova giunta che accorpa in un solo assessorato porto, aeroporto, waterfront, turismo e decoro urbano, le commissioni consiliari che tornano a riunirsi, il nodo Castore da sciogliere senza altre proroghe. E, sullo sfondo, la parola che accompagna Francesco Cannizzaro dalla campagna elettorale, normalizzazione. Reggio deve tornare "una città normale". Vista dall'esterno, questa agenda può sembrare eterogenea, il pallone da una parte e i rubinetti dall'altra. In realtà ha un filo comune, ed è lo stesso filo che in questi mesi l'Europa ha scelto di finanziare.
Il 1° luglio la Commissione ha aperto una consultazione pubblica in vista della decima Relazione sulla coesione, il rapporto che orienta dove andranno i fondi europei. Al suo centro c'è la revisione che ha spostato 34,6 miliardi di euro verso nuove priorità, un elenco che a Palazzo San Giorgio andrebbe letto con la matita in mano, perché comprende resilienza idrica, casa accessibile, sicurezza, competitività. A questo si affianca l'Agenda europea per le città, varata nel dicembre 2025, che descrive esplicitamente le città della periferia mediterranea alle prese con scarsità idrica, pressioni turistiche e vincoli di connettività. È un ritratto in cui Reggio si riconosce senza fatica, e non è un caso che l'Europa metta insieme quelle tre cose. Sono la stessa questione.
Perché il filo, appunto, è questo. Una città non attrae turisti se d'estate l'acqua manca nei quartieri. Non sfrutta i voli in crescita sullo Stretto se manca il collegamento di ultimo miglio tra aeroporto e centro. Non capitalizza il ritorno della Reggina in serie superiori se lo stadio e gli impianti restano quello che sono, e se attorno al Granillo la città non funziona. Il turismo, lo sport e i trasporti non sono il capitolo "bello" da affrontare dopo aver sistemato le fogne. Sono la stessa partita, e l'Europa la chiama rigenerazione urbana integrata.
Rigenerazione urbana, ecco come Bruxelles può aiutare Reggio Calabria
Qui sta lo spunto più concreto. Dei circa 100 miliardi che la politica di coesione 2021/2027 ha destinato a progetti urbani, 24 sono stati gestiti direttamente dalle città, e vengono erogati proprio a chi presenta strategie integrate, non liste della spesa. Reggio ha già, per come è disegnata la giunta, il presupposto organizzativo per farlo, visto che turismo, waterfront, porto, aeroporto e decoro stanno in capo a un unico assessorato. Manca il passo successivo, cioè tradurre quell'accorpamento in un unico piano di rigenerazione del fronte mare e delle sue connessioni, dove la depurazione che rende balneabile la costa, il lungomare, l'accesso al porto, la mobilità verso l'aeroporto e gli impianti sportivi siano capitoli di un solo documento. È il formato che l'Europa finanzia, ed è anche il modo per far pesare insieme cose che da sole peserebbero poco.
C'è poi una scadenza da segnare, ed è vicina. L'11 agosto è il termine per partecipare alla consultazione europea attraverso il portale "Have your Say". Un contributo del Comune, delle associazioni, dei cittadini, che racconti l'acqua che manca e le connessioni che mancano, porterebbe l'esperienza reggina dentro il documento che orienterà i prossimi fondi. Costa poco e vale molto, perché significa esserci quando si scrive la mappa, invece di limitarsi a leggerla dopo.
Il ritorno del grande calcio ha ricordato a Reggio una cosa che vale ben oltre lo stadio, e cioè che le occasioni si preparano prima, non si rincorrono dopo. Vale per una squadra e vale per una città. I fondi del prossimo ciclo li otterrà chi arriverà con i progetti pronti e la visione chiara, non chi si presenterà a giochi fatti. Reggio ha i temi giusti sul tavolo: le serve solo decidere di giocarli insieme.