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20/03/2026 ore 08.36
Opinioni

Tutti uniti, o quasi? Il centrosinistra gioca due partite sottobanco

Tra alleanze ambigue e strategie nascoste, il centrosinistra sembra diviso tra il sostegno ufficiale alla segretaria Elly Schlein e interessi sotterranei che potrebbero indebolirlo

di Carlo Maria Mazzei

A primo impatto la situazione sembra evidente, il centrosinistra che si muove in qualche modo per vincere, i grandi interventi in tv, le dichiarazioni pubbliche, l’aria di chi vuole portare a casa un risultato importante. Ma siamo davvero sicuri che effettivamente sia così? Perché, guardando meglio, qualcosa di un tantino diverso sembra emergere.

Da un lato c’è Elly Schlein, comandante del Partito Democratico, impegnata per la sconfitta del referendum. Dall’altro lato invece, c’è un’area del centrosinistra molto più moderata di quanto si pensi, addirittura composta anche da qualcuno del Pd e non solo. Un’area che apparentemente gioca la stessa partita. Ma che forse però, la vive e la guarda in modo estremamente diverso. Tra riunioni, dichiarazioni pubbliche, e sostegni poco chiari, prende forma una dinamica ambigua.

Immaginiamoci il post referendum. Il referendum ottiene un buon risultato, il consenso arriva. A quel punto, però, si apre la partita del merito: chi ha davvero lavorato di più in questa competizione? Chi ha organizzato meglio gli interventi? Chi ha spostato più voti?

Secondo alcuni osservatori, potrebbe emergere qualcosa di poco chiaro, qualcosa che naturalmente nessuno direbbe apertamente, perché altrimenti si scoprirebbe il motivo del perché il centrosinistra non riesce a decollare. Dopotutto si sa, già lo abbiamo accennato tempo fa, nel centrosinistra, c’è un plotone di persone che pur di togliersi dalle scatole il proprio segretario Dem, è disposto a tutto. Anche a far vincere la destra.