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18/09/2026 ore 09.11
Opinioni

Vannacci, la destra che sfida Meloni: un nuovo Grillo o un semplice disturbatore?

Il consenso del generale e la nascita di un nuovo partito riaprono gli equilibri: dalle analogie con il primo Movimento 5 Stelle allo spazio politico lasciato libero da Fratelli d’Italia, tra populismo, identità e malcontento

di Vincenzo Belvedere

Potrà Vannacci avere lo stesso successo che ebbe a suo tempo il qualunquismo giustizialista di Grillo, o è destinato ad un ruolo di partito che si conta sulle dita di una mano e dunque, al massimo, quello di "disturbatore" del centro destra ?

I motivi del successo di Grillo stavano nella radice etico giustizialista che ha affossato la prima Repubblica nella catarsi di Tangentopoli, raccolta poi, in modo strumentale, dalla sinistra ex PCI, (tollerata dagli ex DC) e consolidatasi nella alleanza con la magistratura politicizzata.

I 5 stelle della prima ora sono stati gli ultimi eredi del "popolo dei Fax" che incitava i procuratori a riempire le galere di politici e imprenditori corrotti, visti come il Male che aveva reso "ingiustamente" ricca l'Italia.

Vannacci non ha dietro di sé un movimento che affonda le sue radici nella eredità etico intollerante della nostra Storia moderna, avviatasi con il Concilio di Trento, e che fu alla base del rapido e grande successo di Grillo.

Il successo di Vannacci trova spazio nelle "paure" dei "diversi" della destra populista e nei richiami al valore della disciplina e ordine che anima lo spirito della Folgore e che resta bandiera dei nostalgici delle glorie (e drammi) di palazzo Venezia.

Due bandiere che sono già state patrimonio del partito di Georgia Meloni, e poi rilette pragmaticamente nell'esperienza di Governo, che ha ora consolidato FdL su posizioni liberal conservatrici. E in questo spazio che Vannaci sta insediando il suo nuovo partito in cui cerca anche di raccogliere gli elettori della prima ora di Salvini. Quello dei repingimenti spettacolari dei migranti.

Lo spazio politico di Vannacci è simile a quello che ebbero a suo tempo i fondatori di Art. 1, risultati determinanti per far perdere il referendum che determinò la fine della segreteria Renzi (e del PD). Partito senza prospettiva che poi è finito nelle mani della famiglia Fratoianni.

FdI non è il PD. È un partito che ha un leader indiscusso e di successo. Lo spazio che può lasciare a destra è quello di nostalgici fuori dal tempo e di frange di periferie insicure.

Vannacci sta raccogliendo il mal di pancia di elettori marginali del nuovo partito che sta fondando la Meloni e che raccoglie più concretamente l'eredità di Berlusconi, saldandola all'orgoglio della Patria (purtroppo non quella europea, che però non nega).

Il successo nei sondaggi che lo danno al 7% è dovuto più al clamore mediatico che lo circonda che alla solidità della sua proposta politica e, probabilmente, lo sovrastima.

Vannacci è più pericoloso per le sue amicizie russe che per le sue prospettive politiche.

Certamente, potrà essere determinante nelle prossime elezioni che obbligano, per vincere, a sommare nemici ed amici.

La Meloni ha già detto che non è interessata a vincere le elezioni, ma a governare il Paese.

Se lo farà davvero e terrà fuori dal centro destra Vannacci, magari perderà le elezioni, ma fonderà definitivamente il partito liberal conservatore italiano e si assicurerà un futuro politico utile al Paese.